Ddl Zan, possibile accordo Renzi-Salvini per il no in Senato. Zan: "Lega cavallo di Troia"

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In attesa del voto in aula, il leader di Italia Viva sembrerebbe sulla stessa linea del Centrodestra per la modifica al testo presentato dal senatore del Pd contro l’omo-transfobia. Lo stesso Zan però avverte: "Rischiamo di buttare tutto il lavoro fatto insieme via, la Lega vi sta usando"

Il possibile accordo tra Matteo Renzi (LE SUE PAROLE) e Matteo Salvini sul Ddl Zan scuote la scena politica italiana. Il leader di Italia Viva e quello della Lega, infatti, vorrebbero la modifica del testo della legge presentata dal senatore Alessandro Zan del Pd e quindi sarebbero orientati, insieme al resto de centrodestra, a votare il no in Senato. Con un eventuale voto segreto, infatti, c’è il rischio che la legge non passi. È lo stesso Alessandro Zan ad avvertire Italia Viva: "Rischiamo di buttare tutto il lavoro fatto insieme via, la Lega vi sta usando come cavallo di Troia per entrare nelle pastoie del Senato e affossare le legge". 

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Lo stesso Zan ha poi rilanciato: "È stato un lavoro lungo ma condiviso, faticoso ma entusiasmante". In tal senso "le proposte fatte da Renzi sono in contraddizione con tutto questo lavoro". "Attenzione - ha quindi lanciato l'appello - Salvini vi sta utilizzando, perché il suo obiettivo non è portare a casa una legge, sta mentendo. Amici di Iv - prosegue Zan - vi dico di non prestarvi a questa trappola e di difendere il lavoro fatto alla Camera". Quanto al pericolo paventato da Iv e Renzi che nel voto segreto la legge non passi, Zan ha detto: "Se guardiamo il pallottoliere la legge i voti in Senato ce li ha. Chiedo a Iv e a Renzi uno scatto di orgoglio e di difendere la legge". Secondo diverse fonti, inoltre, l’accordo tra Matteo Renzi e Matteo Salvini sul voto al Ddl Zan non sarebbe altro che un preludio ad una possibile coalizione per la scelta del prossimo presidente della Repubblica. Stando ai numeri, infatti, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Coraggio Italia hanno attualmente 440 parlamentari, a cui vanno aggiunti i 38 delegati regionali. Con i 45 di Italia Viva e con la possibile aggiunta di qualche voto ci sarebbero i numeri per eleggere il nuovo Capo dello Stato a partire dal quarto scrutinio, quando serve la maggioranza assoluta.

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