Riforma Giustizia, Salvini: “Raccolta firme con i radicali per referendum”

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Il leader della Lega annuncia una raccolta di firme con il Partito Radicale per alcuni quesiti referendari perché "questo Parlamento con Pd e 5Stelle non farà mai una riforma della Giustizia”. Tra i temi indicati anche “la responsabilità civile dei magistrati e l’abrogazione della legge Severino”

Il leader della Lega Matteo Salvini rilancia l’idea di una riforma della Giustizia. "Questo Parlamento con Pd e 5Stelle non la farà mai. Per questo stiamo organizzando con il Partito Radicale una raccolta di firme per alcuni quesiti referendari”. Salvini ha indicato alcuni dei temi dei referendum che intende promuovere: "responsabilità civile dei magistrati, perché tutti pagano se sbagliano e i giudici no; separazione delle carriere, abrogazione della legge Severino. La riforma se non la fa il Parlamento la faranno i cittadini”.

Salvini: riformare Csm e accesso-carriera giudici

In giornata, con un tweet Salvini aveva già lanciato il tema: “La politica non può aspettare per iniziare una radicale riforma della Giustizia che riguardi in primis il Csm, l'accesso e la carriera dei magistrati. Oggi, purtroppo, la legge non è uguale per tutti”.

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Anche il partito Radicale ieri ha chiesto una riforma della Giustizia. "Sempre più si presenta agli occhi degli italiani quello che il Partito Radicale da anni denuncia: la scandalosa situazione della giustizia italiana che va profondamente riformata”, si legge in una nota. “Purtroppo, fin dai primi istanti della nuova maggioranza che sostiene il governo, appare chiaro che questo Parlamento mantiene troppe difficoltà a cogliere l'occasione di questa necessaria riforma che fin dal 1986 auspichiamo. Far decidere gli elettori con dei referendum sarà ancora una volta l'unica strada praticabile per ottenere la riforma della giustizia".

Salvini: non do scadenze a Draghi 

Matteo Salvini, ieri ospite a Porta a Porta, con questa proposta sembra mettere pressioni alla maggioranza. Ma sulla tenuta del governo spiega: "Io finché c'è il lavoro da fare, vado avanti. Finché ci sono da fare cose concrete vado avanti, non do scadenze. Sono dentro al governo non da turista o da passeggero. Fino alla fine noi ci siamo a prescindere da quello che dicono alcuni opinionisti stranieri che in passato non ci hanno mai azzeccato”, ha concluso commentando un articolo del FT secondo cui se nei sondaggi FdI superasse la Lega, questa lascerebbe l'esecutivo.

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