Nuovo Dpcm, Conte firma il decreto: garantiti i ristori per le aree a rischio restrizioni

Politica

Finito il vertice del governo tra premier, capidelegazione della maggioranza, ministro per gli Affari Regionali Boccia e sottosegretario Fraccaro. Al meeting  in collegamento anche il ministro dell'Economia Gualtieri e il titolare del Mise Patuanelli. Non cambia l'impianto della bozza, pronta a essere pubblicata in Gazzetta già oggi 4 novembre. Tra le poche modifiche i parrucchieri nelle zone rosse non dovranno chiudere

Dopo ore di riunione, il presidente del Consiglio ha firmato il nuovo Dpcm sulle misure restrittive anti-Covid. Il testo è pronto per essere pubblicato in Gazzetta già oggi 4 novembre. La firma è arrivata al termine dell'incontro tra il premier, i capidelegazione della maggioranza, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia e il sottosegretario alla presidenza della Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. Al meeting hanno partecipato in collegamento anche il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri e il titolare del Mise Stefano Patuanelli al lavoro sul nuovo decreto ristori. A quanto si apprende, l'impianto del Dpcm non è cambiato (le misure previste nella bozza).

Tra le poche modifiche, nelle zone rosse i parrucchieri non chiudono

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Resta, quindi, il regime differenziato che divide l'Italia in tre fasce di rischio contagio a seconda dei 21 parametri elencati nel testo. Tra le poche modifiche apportate quelle sui parrucchieri: restano aperti anche nelle zone che rientrano nello scenario 4, a dispetto di quanto previsto nella bozza del pomeriggio.

Garantiti i ristori per chi deve chiudere nelle aree a rischio

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Il governo ha fornito alle regioni garanzie sui ristori, sulle misure economiche e sui dati epidemiologici che porteranno alla suddivisione delle aree a rischio ma le misure del nuovo Dpcm non cambiano. Come chiesto dalle regioni ci sarà contestualità tra il varo del Dpcm e gli aiuti alle attività che verranno danneggiate dal nuovo provvedimento.

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Prima della firma del Dpcm da parte del premier Conte, i ministri Boccia e  Speranza hanno inviato una lettera alle Regioni. "In merito alla richiesta di un necessario contraddittorio sui dati elaborati -  legge nella missima - ed utilizzati secondo il procedimento descritto" nel decreto, "si rappresenta che il coinvolgimento delle Regioni e delle Province autonome è ampiamente garantito dalla partecipazione diretta delle stesse in seno alla Cabina di regia" sull'emergenza sanitaria "nonché dall'iter procedimentale costruito che contempla l'adozione, da parte del Ministro della salute, delle relative ordinanze, sentiti i Presidenti delle regioni interessate". 

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"Per quanto riguarda le misure economiche e i ristori delle attività oggetto di restrizioni - si legge nella lettera di Boccia e Speranza - si assicura che in questa settimana verrà approvato dal Consiglio dei Ministri un apposito decreto legge, che prevederà la tempestiva erogazione delle risorse". 

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