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Orlando a Sky tg24: “Polemiche incomprensibili. Se fiducia è venuta meno lo si dica”

Politica

Il vicesegretario del Pd, ospite de “L’Intervista” di Maria Latella, sulle tensioni con M5s e Iv: “Coprono una manovra tutt'altro che scontata” e rischiano di danneggiare la campagna elettorale per l’Umbria. Poi attacca Salvini: “Paghiamo il conto lasciato da lui”

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"Io non mi so spiegare questo atteggiamento che rischia di non raccontare una manovra tutt'altro che scontata. Sono polemiche incomprensibili. Gli alleati ci dicano se è cambiato qualcosa”. A dirlo è il vicesegretario del Pd Andrea Orlando che, ospite de “L’Intervista” di Maria Latella su Sky tg24 (L'INTERVISTA INTEGRALE), ha parlato delle tensioni degli ultimi giorni tra gli alleati dei dem nel governo giallo-rosso (M5s e Italia Viva), ricordando anche che in vista delle Regionali in Umbria “non è salubre agitare le polemiche in campagna elettorale”. Poi, sulla manifestazione del centrodestra a Roma (GLI AGGIORNAMENTI - FOTO): “Quella piazza, con tutto il suo valore simbolico, pone una questione: una parte del popolo, anche di quel popolo che in passato guardava a sinistra, è andato è finire là. Come si fa a riconquistare quel popolo?”.

“Salvini e il rischio recessione ci sono ancora”

Orlando, parlando della manovra, ha ricordato alcune delle misure contenute nel testo tra cui la neutralizzazione dell’aumento dell’Iva, gli asili nido, le politiche per la casa e la riduzione del cuneo fiscale: “Una serie di cose che vengono coperte da polemiche di cui non si comprende la ragione”. Poi ha ribadito: “Per noi le ragioni ci sono, ci fidiamo di Conte e degli alleati. Ma se la fiducia è venuta meno lo si dica". Il Pd è impegnato per il governo ma, ha chiarito Orlando, "il nostro impegno da soli non può bastare, siamo parte di una coalizione, da soli non bastiamo, non possiamo adempiere alla responsabilità". “L’analisi che abbiamo fatto qualche settimana fa resta valida - ha spiegato Orlando riferendosi al patto di governo con il M5s - Il Paese doveva affrontare un passaggio difficile cercando di fermare una Destra che aveva dei caratteri inquietanti. Questi problemi mi pare restino ancora tutti in piedi. Se qualcuno ritiene che siano nel frattempo risolti lo dica. Mi pare che Salvini ci sia ancora e ci sia ancora anche il rischio di una recessione. Fino a quando questi rischi esistono, anche le ragioni di un nostro impegno restano”.

“Se Conte è popolare è un bene per la coalizione, non un problema”

Poi, interpellato sulla popolarità di Conte e un’ipotetica “gelosia” di qualcuno nei suoi confronti ha detto: “Se è popolare dovrebbe essere un bene per la coalizione, non un problema per qualcuno. È il segno del fatto che l’operazione politica che abbiamo tentato sta riuscendo. Io spero che nessuno si dolga dei successi del Governo facendo parte della coalizione di Governo”.

“Le polemiche coprono il conto lasciato da Salvini”

Tornando poi sul voto alle Regionali dell’Umbria, alla domanda se queste polemiche tra alleati non possano andare a vantaggio di Matteo Salvini, Orlando ha osservato: "Mi auguro di no. Se fossi Salvini sarei contento, queste discussioni coprono un fatto che andrebbe invece evidenziato agli italiani, cioè che noi stiamo lavorando per pagare il conto che è stato progressivamente fatto crescere da Salvini”. “Ci troviamo oggi a una riduzione significativa dello spread grazie al fatto che si è smesso con la pratica degli ultimatum, tornare a questa pratica significa di nuovo far correre la crescita del conto - ha aggiunto il vicesegretario del Pd - Paghiamo quello di Salvini ma evitiamo, nel frattempo, di farne crescere uno nostro. Non so quale possa essere il ritorno elettorale di un atteggiamento che rischia di fare del male al Paese e alla coalizione”.

“Se cadesse il governo la considererei una sciagura”

Infine, rispondendo alla domanda se la legislatura sia blindata a causa dell’approvazione del taglio dei parlamentari oppure se, in caso la situazione precipitasse, si possa tornare a votare con il Rosatellum, Orlando ha detto: “È un’ipotesi che non voglio prendere in considerazione, ma non si può tenere in piedi un Governo se non ha la possibilità di Governare, questo mi sembra quasi banale ricordarlo”. Poi, su un’ipotetica caduta del governo e la sostituzione di Conte: “Sarebbe difficile spiegare agli italiani il perché e poi mettersi a discutere di come far nascere un nuovo ulteriore governo. Credo che non si calcoli esattamente l’effetto e la reazione che potrebbe provocare la caduta di un governo che ha avuto una gestazione così difficile e che ha di fronte degli impegni così difficili”. “Questa eventualità non la prendo nemmeno in considerazione - ha concluso - perché la considererei davvero una sciagura”.