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Franceschini a Renzi: "No alla scissione, Pd è casa tua". Zingaretti: “Errore dividersi”

3' di lettura

Dal palco di AreaDem a Cortona, il ministro dei Beni culturali all'ex premier: "Il popolo della Leopolda è parte del grande popolo del Pd". Il segretario: "Serve Pd unito". Ma la separazione sembra sempre più vicina, con Renzi pronto a creare nuovi gruppi parlamentari

"Voglio dire a Renzi: non farlo. Il Pd è la casa di tutti, è casa tua e casa nostra". Così Dario Franceschini, dal palco di AreaDem a Cortona, si appella direttamente all'ex premier parlando del rischio di scissione. "Il popolo della Leopolda è parte del grande popolo del Pd. Non separiamo questo popolo, non indeboliamoci spaccando il partito di fronte a questa destra pericolosa", ha detto Franceschini. La scissione dei renziani dal Pd negli ultimi giorni sembrerebbe più vicina che mai, con l’ex segretario dem che sarebbe pronto a formare nuovi gruppi parlamentari. Ipotesi a cui l'area vicina al segretario Nicola Zingaretti si oppone fermamente. E lo stesso Zingaretti fa sapere: "Scissione? Spero di no perché un Pd unito serve alla democrazia italiana e serve alla stabilità del governo". E ha aggiunto: "Serve un partito totalmente nuovo che si rifonda. Dividersi in questo momento è un gravissimo errore che l'Italia non capirebbe", ha aggiunto il segretario Pd.

Franceschini: “Unità del Pd è indispensabile”

“L'unità del Pd è indispensabile”, ha insistito Franceschini da Cortona. “La nascita del governo è passata anche dalle interviste di Renzi e di Bettini, non si era mai visto un voto unanime in direzione”, ha affermato il ministro dei Beni culturali. Franceschini quindi ha sottolineato: “Per questo non voglio credere a questa storia della scissione o quel che ho letto sui giornali, questa storia ridicola della separazione consensuale. Quando spacchi un partito è sempre traumatico, come si fa a pensare che sia consensuale?".

Scissione dei renziani vicina

Quanto ai nuovi gruppi parlamentari, Renzi potrebbe dar loro vita dopo averne parlato con il premier Giuseppe Conte e anche con Luigi Di Maio. E nascerebbero, fanno sapere fonti renziane, non contro il governo, ma a suo sostegno. I nuovi gruppi sarebbero l'anticipazione di quella che i renziani definiscono la "separazione consensuale" dal Pd, che potrebbe dare il via, magari alla Leopolda, alla nascita di una nuova "casa": "Non un partitino del 3% ma un soggetto che parli al Paese", continuano le fonti renziane. Dalla maggioranza di Zingaretti arrivano posizioni tutte contrarie all'ipotesi di scissione. Lo stesso segretario predica da sempre unità e Andrea Orlando, suo vice, avverte: "Il Pd dovrebbe discutere di come affrontare i problemi del Paese governando, non di come e se dividersi".

Nuovi gruppi a sostegno del governo

Alla Camera ci sarebbero già i venti deputati necessari alla nascita di un gruppo, il cui volto potrebbe essere Luigi Marattin, mentre l'ipotesi è che Teresa Bellanova, neo ministra delle Politiche agricole, diventi il capo delegazione nel governo. Ettore Rosato avrebbe invece un incarico di coordinamento nel nuovo soggetto politico. Al Senato, dove i sostenitori di Renzi sarebbero in proporzione più numerosi rispetto alla Camera, il nuovo gruppo potrebbe essere il nucleo per un allargamento della maggioranza al centrodestra.

Data ultima modifica 15 settembre 2019 ore 21:12

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