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Zingaretti, 5 punti per trattare con M5S: "Governo di legislatura o meglio il voto"

Politica

Il segretario dem parla in occasione della relazione alla Direzione: "Svolta, o si torna alle urne. Nessun accordicchio sottobanco"". Poi sul M5s: "Non li demonizzo ma ci sono profonde differenze". Acclamazione e unanimità al documento sulla nuova trattativa di governo

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Un eventuale nuovo governo deve essere "di svolta, di legislatura" altrimenti "è meglio andare alle urne". Queste le parole di Nicola Zingaretti, segretario del Partito Democratico nella relazione alla Direzione del Pd. Nell’occasione, è stato approvato un ordine del giorno che ripercorre la relazione di Zingaretti dando il mandato a aprire una trattativa per verificare la possibilità di "un governo di svolta per la legislatura", in "discontinuità" col precedente. Il documento è stato approvato per acclamazione all'unanimità. (GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI SULLA CRISI - COSA SUCCEDE ORALE DIMISSIONI DI CONTE SUI SITI INTERNAZIONALI - IL RACCONTO DELLA GIORNATA DI IERI - LE FOTO - ZINGARETTI AL QUIRINALE: GOVERNO DI SVOLTA O VOTO - IL TOTOPREMIER). "Nessun accordicchio sottobanco ma alla luce del sole", ha detto poi ai cronisti. "Verifica per costruire un programma possibile, condiviso da un'ampia maggioranza parlamentare. Verificheremo alla luce del sole queste condizioni che, se non si realizzeranno, porteranno il Paese a elezioni anticipate".

Zingaretti: "Non demonizzo il M5s ma ci sono differenze"

Durante il suo discorso, Zingaretti ha poi parlato delle differenze con il M5s e dei punti di cui dovrà parlare con i leader pentastellati in vista di una possibile alleanza di governo: "Appartenenza leale all'Unione europea; pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, a partire dalla centralità del parlamento; sviluppo basto sulla sostenibilità ambientale; cambio nella gestione di flussi migratori, con pieno protagonismo dell'Europa; svolta delle ricette economiche e sociale, in chiave redistributiva, che apra una stagione di investimenti". Queste le cinque questioni indicate nella nella relazione alla Direzione. Poi aggiunge: "Non ho mai demonizzato M5s, ma dobbiamo essere consapevoli che con loro ci sono profonde differenze" (CONTE, SALVINI, RENZI: LE CITAZIONI IN SENATO - IRONIA SOCIAL SULLA CRISI).

"A Mattarella la nostra piena disponibilità: Pd unito"

Dopo la votazione ad unanimità del documento, Zingaretti ha voluto esprimere la sua soddisfazione: "Sono molto contento e molto soddisfatto per il livello di unità e compattezza che abbiamo trovato nella direzione del partito che per la prima volta dopo moltissimi anni ha votato dandomi un mandato all'unanimità. Noi siamo pronti per riferire al presidente Mattarella la nostra piena disponibilità a verificare le condizioni di un governo di svolta utile al Paese" (IL CALENDARIO DELLE CONSULTAZIONI). Poi afferma: La "discontinuità" che l'eventuale nuovo governo deve avere rispetto a quello giallo-verde, deve essere "nelle politiche e negli assetti". Infine arriva l’invito all’unità del partito: "In un passaggio così delicato è di fondamentale importanza l'unità del Pd. Sento su di me - ha aggiunto - tutto il peso e la complessità della sfida e guiderò questo processo complesso, nel totale disinteresse personale, nella massima trasparenza, senza secondi fini. Lo farò e c'è una storia di una vita a dimostrare che lo farò. Non alimenterò sospetti ma non accetterò che si alimentino sospetti sul mio operato, perché questo si sarebbe davvero la fine di tutto".

Il documento del Pd

"La Direzione Nazionale del Pd - si legge nel documento approvato all'unanimità - giudica la caduta del governo lo sbocco naturale e necessario del fallimento della maggioranza gialloverde responsabile di una paralisi dell'economia, di un impoverimento diffuso, un tessuto imprenditoriale ulteriormente provato e di un isolamento senza precedenti dell'Italia sulla scena europea e internazionale". "Ripone massima fiducia nell'azione del Presidente Mattarella che ringraziamo per l'opera incessante di tutela delle istituzioni e delle procedure democratiche. Ritiene che in assenza di una chiara e solida maggioranza espressione del Parlamento attuale lo sbocco naturale della crisi siano nuove elezioni". "Nel pieno rispetto delle sue prerogative - prosegue l'Ordine del giorno - la delegazione del Pd indica al capo dello Stato i presupposti sui quali intende concentrare la propria iniziativa per l'avvio di una fase politica nuova e la verifica di un'altra possibile maggioranza parlamentare in questa legislatura".