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Conte: rallentamento economico era previsto. Juncker: Italia faccia di più per la crescita

3' di lettura

A Palazzo Chigi si è tenuto il faccia a faccia del premier con il presidente della Commissione Ue. Più tardi meeting con il segretario generale dell’Ocse Gurria. Ieri il rapporto negativo dell’Organizzazione

Il premier italiano Giuseppe Conte ha incontrato questa mattina il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. Conte ha ribadito che il “rallentamento economico era previsto” mentre Juncker ha chiesto all’Italia di fare di più per la crescita. Il premier italiano più tardi vedrà in un faccia a faccia il segretario generale dell'Ocse Angel Gurria. Gli incontri a Palazzo Chigi arrivano all’indomani del rapporto dell’Ocse con le stime aggiornate sull’Italia. L’organizzazione ha fornito dati negativi relativi a crescita e debito e ha criticato “Quota 100”. "Oggi l'economia italiana è ufficialmente in stallo", ha detto Gurria, a cui Conte ha risposto: “L’Ocse sottostima la nostra manovra”.

Conte: rallentamento economico era previsto

"Il Governo aveva previsto il rallentamento del debito pubblico per questo ha elaborato una manovra che vuole perseguire una politica espansiva ma responsabile approvando misure di cui il paese necessitava da troppi anni per ristabilire equità sociale", ha detto Conte al termine del colloquio con Juncker. "Abbiamo parlato del rallentamento dell'economia mondiale, di quella che l'intera Eurozona affronta, dovuta alla guerra dei dazi e questo ha significato una significativa battuta di arresto. Per reagire al rallentamento gli Stati membri che hanno maggiore spazio fiscale dovrebbero usarlo". Infine Conte ha annunciato: ”In settimana confidiamo approvare il decreto crescita con misure in grado dare impulso a crescita e effettiva e potenziale". A Juncker ha anche illustrato il decreto sblocca-cantieri.

Le parole su Def e Brexit

"Sul Def, l'impalcatura non cambia rispetto allo scenario concordato con la Commissione lo scorso dicembre", ha aggiunto Conte che invece sulla Brexit ha commentato: "Non abbiamo ancora chiarezza sulla posizione del Regno Unito per gestire un processo così complesso" come la Brexit, "per questo anche in Italia ci stiamo preparando alla non auspicata prospettiva no deal. Per questo abbiamo approvato uno specifico decreto legge in materia". 

Juncker: Italia faccia sforzi per la crescita

"Abbiamo avuto un colloquio cordiale e costruttivo come sempre, abbiamo fatto un giro d'orizzonte su tutti i temi”, ha invece riferito in conferenza stampa il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. "Le autorità italiane facciano sforzi supplementari per mantenere in vita la crescita in Italia", ha chiesto Juncker dicendosi "leggermente preoccupato per il fatto che l'economia italiana continua a regredire.

Juncker: tra Italia e Commissione Ue è grande amore

Juncker ha ribadito che "tra Italia e Commissione Ue è grande amore, con tutti i ministri italiani”. In materia di immigrazione serve "una solidarietà più articolata tra l'Europa e l'Italia, che porta un grande fardello". Sulla Brexit ha aggiunto che "il Parlamento britannico non è riuscito a prendere una decisione: è importante mantenere l'unità tra gli Stati membri. Aspettiamo la riunione del governo britannico".

Conte: forte dissenso, Ocse sottostima manovra

Già nella serata di ieri Conte aveva replicato al rapporto Ocse: "Le previsioni dell'Ocse sulla crescita sono tra le più pessimiste: sottostimano completamente l'effetto positivo sul Pil delle misure espansive che abbiamo introdotto con la legge di bilancio”, ha scritto il premier su Facebook. Nell’incontro previsto con Gurrìa “avrò modo di ribadire il mio forte dissenso sulle sue stime, come abbiamo già fatto nella discussione tecnica avuta a Parigi lo scorso febbraio. Ribadirò, inoltre, che i fondamentali dell'economia italiana restano solidi pur nel quadro di un generale rallentamento internazionale". L'incontro con il segretario dell’Ocse, ha aggiunto, "sarà l'occasione per illustrare l'attuazione della nuova fase della nostra politica economico-sociale, incentrata su un piano di investimenti e di riforme strutturali senza precedenti".

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