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Congresso mondiale famiglie, Conte toglie il patrocinio della presidenza del Consiglio

I titoli delle 18 di Sky tg24 del 21 marzo

3' di lettura

Il premier prende le distanze dal convegno appoggiato dal ministro Fontana. “Rispetto della persona indipendentemente dall'orientamento sessuale e la piena legittimazione delle unioni civili sono criteri fondamentali cui il governo non intende derogare", dice

Giuseppe Conte prende le distanze dal Congresso Mondiale delle Famiglie, che si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo. Lo fa con un lungo post su Facebook nel quale spiega perché ha deciso di togliere il logo della presidenza del Consiglio, e ogni riferimento a Palazzo Chigi, dall'iniziativa sponsorizzata dal ministro della Famiglia Lorenzo Fontana. Il premier spiega che ai suoi uffici non era giunta nessuna richiesta. Per l’evento resta il patrocinio del dipartimento per la Famiglia, subito confermato dal ministro leghista. A Verona andrà anche Matteo Salvini.

Le motivazioni del no di Conte

Il premier, di fronte a un evento a cui prenderanno parte anche associazioni anti-lgbt, sottolinea che il "rispetto della persona indipendentemente dall'orientamento sessuale" e la "piena legittimazione" delle unioni civili e delle convivenze sono "criteri fondamentali" cui il governo non intende derogare. Conte puntualizza che "ovviamente ciascun esponente del governo sarà libero" di andare, "esprimendo le proprie convinzioni". Ma il patrocinio della presidenza del Consiglio, che campeggia sul sito dell'evento, il premier si rifiuta di avallarlo. All'esito di un'istruttoria, fa sapere che dai suoi uffici non è mai partito il via libera. E aggiunge che per il futuro ha chiesto al segretario generale di adottare una nuova circolare, "più perspicua di quella attuale".

Frattura tra M5s e Lega sui temi legati alla famiglia

Il ministro leghista Fontana, che solo ieri in Aula alla Camera aveva affermato che nessuno gli aveva chiesto di revocare il patrocinio, decide di andare avanti: il ministero della Famiglia, che è senza portafoglio e in quanto tale fa capo a Palazzo Chigi, continuerà a sostenere il congresso con il suo patrocinio. "Il logo" della presidenza però dovrà sparire: "La concessione o il ritiro non sono di mia competenza", dichiara. Dal palco di Verona è destinata comunque a emergere la frattura tra M5s e Lega sui temi legati alla famiglia. Conte ricorda che il contratto di governo gialloverde non prende posizione: le due linee diverse non sembrano destinate, in questo senso, ad avere ripercussioni sull'esecutivo. Ma il premier prende le distanze da posizioni estremiste. "Tuteliamo con la massima attenzione ed energia la famiglia fondata sul matrimonio" ma questo non può "in alcun modo compromettere il riconoscimento giuridico e la piena legittimazione delle unioni civili e delle diverse forme di convivenze basate su vincoli di natura affettiva". Una presa di posizione che fa esultare il M5s, con Francesca Businarolo, ma anche il Pd, con Giuditta Pini: "Abbiamo vinto", dichiarano entrambe.

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