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Renzi: “Abnorme privare i miei della libertà: le carte non dicono il vero”

3' di lettura

L’ex premier commenta via newsletter il provvedimento nei confronti dei genitori. “Mi fido della giustizia, non criticherò i giudici”. Ma sottolinea: “Se non avessi fatto politica, oggi i miei genitori non subirebbero questo”. Di Maio: "Non strumentalizzo, non serve"

"Chi conosce la realtà sa che quelle carte non corrispondono al vero. Ma per questo ci sarà il processo”. All’indomani del provvedimento che ha portato i suoi genitori agli arresti domiciliari, l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi torna a commentare quando sta accadendo. Lo fa attraverso la enews, la newsletter da lui curata, dopo aver annullato la conferenza stampa inizialmente prevista in Senato per oggi alle 16. "Chi ha letto le carte e ha un minimo di conoscenza giuridica sa che privare persone della libertà personale per una cosa come questa è abnorme", scrive Renzi. Nonostante questo, il senatore dice di “fidarsi della giustizia” e di non avere intenzione di parlar male dell’Italia o dei giudici: “Chi vuole il mio fallo di reazione, non lo avrà. Né oggi, né mai”. Sull’accaduto, in serata, è intervenuto anche il leader del M5s, Luigi Di Maio: “Non bisogna strumentalizzare, non bisogna utilizzare gli arresti domiciliari dei genitori di Renzi per andare contro di lui. Anche perché non ce n'è bisogno", ha spiegato. 

Renzi: “Processo sia nei tribunali non nelle piazze populiste”

“Tra cinque anni, tra dieci anni, quando tornerà la calma e si potrà analizzare con serenità ciò che è accaduto in questo periodo alla mia famiglia, saranno in tanti a stupirsi", ha aggiunto oggi Renzi, che sottolinea: "Tutti i cittadini sono uguali davanti alla Legge. I miei genitori, come tutti, hanno diritto a un processo giusto e spero rapido”. Renzi chiarisce di non voler “gridare ai complotti” ma chiede che “i processi si facciano nelle aule dei tribunali e non sul web o nelle redazioni dei giornali” o “nelle piazze populiste". Poi l’affondo in riferimento al voto su Salvini e Diciotti: "Inutile dire che la vicenda dei miei genitori ha totalmente oscurato tutto ciò che è accaduto ieri nel mondo della politica. Basta leggere i quotidiani di oggi per rendersene conto. Un capolavoro mediatico, tanto di cappello".

“Colpa del mio impegno civile e politico”

Ma Renzi resta convinto di un fatto: "Se non avessi fatto politica, oggi i miei genitori non subirebbero questo. Lo sanno anche i sassi". Il senatore dice che la “sofferenza dei genitori” è causata “dal mio impegno civile. E mi piacerebbe dire: prendetevela con me. Non con la mia famiglia". Con il “cuore di figlio gonfio di amarezza”, Renzi però sottolinea che “i dieci nipoti conoscono bene i loro nonni. E sanno che persone sono". L’ex premier poi ribadisce di non voler “mollare di un solo centimetro” e annuncia i prossimi appuntamenti. Venerdì 22 febbraio sarà a Torino per la presentazione del suo libro, dove ha chiesto “di prenotare una sala grande il doppio di quella che avevamo fissato ieri”. 

Il primo giorno agli arresti

Intanto, a Torri di Rignano (Firenze), Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori di Matteo, si sono risvegliati nel primo giorno di arresti domiciliari con la casa circondata da giornalisti e tv. La riservatezza è massima e, a quanto riportano i cronisti, i coniugi hanno chiuso le persiane delle finestre per proteggere la propria privacy. Nessuno dei pochi abitanti della piccola frazione toscana si è avvicinato all’abitazione. Tra oggi e domani, invece, il gip di Firenze deciderà la data degli interrogatori di garanzia degli indagati. 

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