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Tav, l'analisi costi-benefici boccia l’opera: "Saldo negativo per 7-8 miliardi"

5' di lettura

Il dossier sul sito del Mit: "Redditività negativa". Con uno stop al progetto, penali massime di 1,7 miliardi. Il commissario straordinario Foietta: "Analisi truffa". Prof "dissenziente" consegna analisi alternativa. Salvini resta della sua idea

L'analisi costi-benefici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul Tav boccia l'opera (LE TAPPE DI UNA VICENDA LUNGA 20 ANNI). Il documento degli esperti del ministero, pubblicato sul sito del Mit, spiega che "il progetto presenta una redditività fortemente negativa", e assume come dati di partenza sulla "crescita dei flussi di merce e dei passeggeri" quelli "non verosimili contenuti nell'analisi costi-benefici redatta nell'anno 2011”. L'analisi è stata firmata da cinque esperti su sei, con il professor Pierluigi Coppola che non ha partecipato alla stesura della relazione. Ha invece consegnato, come sostengono fonti autorevoli, al ministro Danilo Toninelli una nota con ulteriori elementi di valutazione che si discostano dalle conclusioni ufficiali.

Il saldo negativo e le critiche

Nello scenario “realistico”, il valore attuale netto economico (Vane), ovvero il saldo tra i costi e i benefici, risulta pari rispettivamente a -6.995 milioni considerando i costi "a finire" (escludendo i soldi già spesi) e a -7.949 milioni qualora si faccia riferimento al costo intero. "Leggerò tutte le carte perché ho il rispetto del lavoro di tutti ma io resto della mia idea", ha detto il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, che ha più volte ribadito di essere favorevole alla realizzazione della Torino-Lione. Critico sull'analisi costi-benefici il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani che ha commentato: "Ritengo che quei soldi debbano essere investiti bene e non buttati al vento perché 5 capricciosi esperti no-tav hanno detto che non si deve fare". E, incontrando il premier Conte a Strasburgo, ha precisato: "Ho riportato la posizione del Parlamento Ue che è favorevole a realizzare le infrastrutture, quindi riteniamo di prioritario interesse per l'Europa la realizzazione anche della Tav". Durissimo anche il commento del Commissario straordinario per l'Asse ferroviario Torino-Lione, Paolo Foietta: "È una analisi truffa realizzata per far quadrare i conti in base a quello che vuole il padrone".

Toninelli: "Numeri impietosi"

Mentre il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli afferma: "Come ciascuno adesso può vedere da sé, i numeri sono estremamente negativi, direi impietosi". "La valutazione negativa, voglio dirlo in modo chiaro, non è contro la Ue o contro la Francia", sottolinea Toninelli, aggiungendo che "la decisione finale, come è naturale che sia, spetta ora al governo stesso nella sua piena collegialità". Il capo del gruppo di esperti sull'analisi, Marco Ponti, precisa: "Credo di aver fatto un buon lavoro, sono contento”. Ospite di SkyTg24, il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari ha invece commentato: "Su diverse modalità di attuazione della Tav" si "può ragionare", mentre "non realizzarla non la ritengo un'ipotesi percorribile". "È un'analisi tecnica come altre, non è il Vangelo", sottolinea.

Salvini: "Resto della mia idea"

In serata si fa sentire anche il vicepremier Matteo Salvini. "Oggi ho passato quasi tutta la giornata occupandomi di pastori, stanotte mi leggo la Tav. Chi l'ha letta - spiega - mi dice che ci sono dati un po' strani che ci confermano l'idea di andare avanti". Il leader della Lega dunque continua ad essere convinto della bontà dell'opera: "Se è contato come un danno il fatto che la gente consuma meno benzina perché va in treno per me quello è un vantaggio". Poco prima Salvini aveva assicurato che avrebbe letto tutte le carte ma che sarebbe rimasto della sua idea.

Comitato francese: "L'analisi è troppo di parte"

Boccia l'analisi costi-benefici anche il Comité Transalpine Lyon-Turin, che sul proprio sito la definisce "straordinariamente di parte". Secondo il comitato francese "minimizzando i benefici ambientali colossali, Ponti (coordinatore dei tecnici che hanno realizzato l’analisi, ndr) iscrive nella colonna dei costi il mancato introito che rappresenterebbe per lo Stato italiano una diminuzione importante delle tasse sul carburante e dei pedaggi autostradali". "Per sintetizzare - conclude il comitato francese - meno ci saranno mezzi pesanti e auto sulle Alpi, più il rapporto costi-benefici sarà negativo. Un ragionamento che pesa almeno quanto il Co2" che rappresenta.

Costo massimo tra penali e rimborsi: 1,7 miliardi

Lo scioglimento del progetto della Tav costerebbe al massimo, tra penali e rimborsi: 1,7 miliardi. E' il nuovo calcolo che è possibile fare dopo che il Mit ha corretto una delle voci - quella relativa allo scioglimento dei contratti in corso - indicata nella Relazione tecnico giuridica sulla Tav. L'analisi, pur non sbilanciandosi sugli eventuali esborsi, indica un massimo: di 400 milioni per lo stop ai contratti, di 81 milioni per violazione del dell'accordo, di 400 milioni per la rivalsa francese, di 535 e di 297 milioni per importi Ue da restituire o non incassare. Prima della correzione l'importo massimo era di 4,2 miliardi. Il Mit precisa che la percentuale tra 10 e 30% prevista a titolo di risarcimento per lo scioglimento dei contratti non va parametrata sul costo totale dell'opera ma sui contratti effettivamente in essere al momento, cioè su circa 1,3 miliardi: il conto finale per questa voce si aggirerebbe tra i 130 e i 400 milioni. Per il Mit nelle conclusioni dell'analisi giuridica "è presente un errore materiale macroscopico che determina un eventuale costo di uscita dall'opera abnorme rispetto alla realtà".

Data ultima modifica 12 febbraio 2019 ore 21:40

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