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Carige, Salvini e M5s: “Tutelati i risparmiatori”. Renzi: “Lui e Di Maio si vergognino”

6' di lettura

Il governo istituisce un fondo per le operazioni di  rafforzamento patrimoniale di Carige. Polemica dopo il decreto per salvare la banca. Conte: non è salvataggio ma un salvagente temporaneo 

Il governo interviene per il salvataggio di Carige e si scatena la polemica. I vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio si difendono dalle critiche dell’ex premier Matteo Renzi e dell’ex ministra Maria Elena Boschi, mentre il Pd, attraverso il capogruppo in commissione Bilancio della Camera Luigi Marattin, attacca anche sui rapporti del premier Conte con Carige e annuncia un'interrogazione parlamentare. "Il presidente del Consiglio - scrive Maratti su Twitter - è stato socio di Guido Alpa, a lungo consigliere di Carige e della sua Fondazione. Conte stesso è stato consulente di Raffaele Mincione, banchiere socio Carige. Conte nel Cdm di ieri sera si è astenuto sul decreto salvabanche? È uscito al momento del voto? (come fece Boschi, ndr) Gradita risposta". Ma fonti di governo smentisono: "Nessun conflitto di interessi. Mincione mai conosciuto e mai avuto studio associato con Alpa". Intanto oggi i tre commissari della banca incontrano i sindacati. Anche l'Unione europea è vigile sulla vicenda. La Commissione Ue "è in contatto con le autorità italiane, pronta a discutere con loro della disponibilità di strumenti, sempre nel quadro degli strumenti europei", ha detto il portavoce del presidente della Commissione Jean Claude Juncker.

Conte: "Non è un salvataggio, ma un salvagente temporaneo"

"In questo momento non parliamo di salvataggio di Carige, confidiamo che la logica di mercato e che gli azionisti possano ricapitalizzare", è intervenuto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Se questo non arriverà, non intendiamo usare soldi dello Stato". Quella per Carige "è una misura transitoria ampiamente meditata. Lo Stato ha offerto una garanzia per nuovi bond perché si è creato uno stallo, per traghettare questo momento. Si tratta di un salvagente temporaneamente offerto. L'intervento è per consentire ai commissari straordinari il consolidamento patrimoniale e il rilancio", ha aggiunto.

Salvini: “Da noi niente favori alle banche”

Intanto, lo scontro politico prosegue ed è accentuato dalle parole di Matteo Salvini, che in giornata ha difeso il decreto del governo: ”Mentre Renzi e Boschi i risparmiatori li hanno ignorati e dimenticati, noi siamo intervenuti subito a loro difesa senza fare favori alle banche, agli stranieri o agli amici degli amici. Bene l'azione a tutela dei risparmiatori liguri e italiani e bene il miliardo e mezzo stanziato in manovra per gli altri cittadini truffati”. Parole a cui risponde l'ex ministra Maria Elena Boschi, ospite di Sky TG24: "È un decreto che va bene, ma è un copia e incolla di quello Gentiloni per cui ci hanno tanto attaccato". Ma il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi, anche lui a Sky TG24, ribatte: "Questa situazione è colpa della mala gestione del Pd". 

Di Maio: "Non abbiamo dato un euro alle banche"

"Non abbiamo dato un euro alle banche", scrive su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio: "Le smonto tutte in 10 punti". E aggiunge: "Ma secondo voi se stessimo aiutando le banche, i media e questi politici falliti continuerebbero a farci la guerra? Sveglia! La Camera dei Deputati si muova ad approvare l'istituzione della commissione di inchiesta sulle banche. Ne vedremo delle belle".

Il M5s: "Loro salvavano le banche, noi i risparmiatori"

Il post di Di Maio è una riproposizione di un intervento sui social del partito di cui è leader. "Loro salvavano le banche, noi i risparmiatori", è il titolo di un post su Facebook sulla pagina del M5s, in cui i pentastellati mettono in una foto Boschi e Renzi, sotto l'insegna della Banca Etruria, e accanto alcuni esponenti del Movimento, tra cui Di Maio. "Per tutelare i risparmiatori, come già abbiamo fatto con la legge di bilancio stanziando 1,5 miliardi per i truffati a differenza del Governo Renzi-Boschi che li ha azzerati dal giorno alla notte, abbiamo offerto una garanzia su eventuali emissioni di titoli della Banca Carige", si legge nel post.

Renzi: “Salvini e Di Maio si vergognino”

Le parole di Salvini e Di Maio seguono l'attacco di Renzi, che su Twitter ha scritto: "Sono bastati dieci minuti di una riunione notturna del Consiglio dei Ministri per smentire cinque anni di insulti e menzogne contro di noi. Matteo Salvini e Luigi Di Maio devono solo vergognarsi”. Ieri su Facebook in un post, l'ex segretario del Pd aveva scritto: “Il Governo populista approva il decreto salva banche per aiutare correntisti e risparmiatori di Genova. Esattamente ciò che era già accaduto a Arezzo, Ferrara, nelle Marche, a Chieti, in Veneto, a Siena. Quando lo facevamo noi eravamo attaccati come amici dei potenti, quando lo fanno loro cercano di far credere che sia solo un aiuto ai risparmiatori”.

Boschi: “Giusto così, ma noi abbiamo fatto la stessa cosa”

Anche Maria Elena Boschi su Facebook è intervenuta sulla vicenda Carige: “Ieri il Governo del cambiamento ha salvato una banca. Giusto così, per i risparmiatori. Ma se fossero uomini seri oggi Di Maio e Salvini dovrebbero riconoscere che hanno fatto la stessa cosa che abbiamo fatto noi. Non lo faranno. Perché la parola verità non appartiene al loro vocabolario”.

Toti: "Bene il governo, ma perché di notte?"

C'è poi la posizione di Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria: "Bene che il Governo si interessi di Carige, male che lo faccia di notte, all'insaputa di tutti come se ci fossero emergenze di cui nessuno è stato informato. Ora serve chiarezza: Carige è e deve restare la banca del territorio con testa e cuore a Genova. Nessuno pensi di utilizzare questo momento di crisi per spogliare la regione di questo bene prezioso".

La situazione di Carige

Il decreto legge varato dal governo per salvare Carige prevede la garanzia dello Stato sulle future emissioni obbligazionarie e sui finanziamenti che Bankitalia potrebbe erogare all'istituto e un'eventuale ricapitalizzazione pubblica in vista del prossimo esito dello Srep, un processo di analisi della banca, da parte della Bce. I commissari cercano una soluzione attraverso un confronto coi sindacati: sul tavolo ci sono le prospettive di Carige e quelle dei 4.200 dipendenti. Per 490 di loro è già stato concordato un piano di uscite entro dicembre di quest'anno. 

Le mosse dei commissari

"L'ipotesi di ricapitalizzazione precauzionale, così come evocata dal comunicato del Consiglio dei Ministri, è da considerarsi come un'ulteriore misura a tutela dei clienti, da attivarsi come ipotesi del tutto residuale", sottolinea una nota di Carige che dà conto delle ultime mosse dei tre commissari della banca. Intanto, secondo quanto appreso dall'Ansa, è stato convocato per domani in tarda mattinata il consiglio di gestione dello Schema volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi. Sul tavolo del consiglio ci sarà la richiesta dei commissari di Carige di rinegoziare le condizioni del bond subordinato da 320 milioni di euro emesso dall'istituto ligure e sottoscritto dallo Schema volontario.

Data ultima modifica 08 gennaio 2019 ore 20:30

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