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Dossier su membri del Consiglio superiore Sanità. Ministro Grillo smentisce, ma è bufera

I titoli delle 17 di Sky TG24 del 7/01

4' di lettura

Esponenti dem hanno accusato la ministra della Salute di aver sciolto il Consiglio superiore di Sanità su base politica dopo un’azione di dossieraggio. La replica: "Nessun dossier politico, mi interessava capire in vista di nuove nomine qualche nota di rilievo pubblica"

È dura polemica tra diversi esponenti del Pd e la ministra della Salute Giulia Grillo. L’oggetto della disputa è l’azzeramento del Consiglio superiore di Sanità (COS'È) avvenuto lo scorso 3 gennaio e la successiva inchiesta pubblicata da La Repubblica sui precedenti politici dei membri destituiti dalla ministra. "Noi difenderemo sempre la libertà della scienza, non consentiremo mai nessun bavaglio antiscientifico. Schedare gli scienziati sulla base del proprio orientamento politico è inaudito", ha detto Maurizio Martina su Facebook. Immediata la replica di Giulia Grillo, che esclude ogni tipo di motivazione politica alla base delle scelte: "Non ho mai avviato dossieraggi (e mai lo farò)… mi interessava semplicemente capire, in vista di nuove nomine, qualche nota di rilievo pubblica di cui non ero a conoscenza".

L’azzeramento del Css

Lo scorso 3 gennaio, con una lettera in cui venivano revocate le nomine, il ministero della Salute di Giulia Grillo aveva azzerato il Consiglio superiore di Sanità presieduto dalla professoressa Roberta Siliquini. Erano stati così destituiti i componenti non di diritto dell'organo tecnico-consultivo del ministero. "Prendo atto della decisione del ministro, sta nelle sue prerogative", aveva detto la presidentessa uscente del Css. "Sarebbe stata una cortesia istituzionale incontrarci almeno una volta da quando si è insediata, cioè sei mesi fa. E invece noi non abbiamo mai visto la ministra", spiegava Siliquini. A far scoppiare la polemica, però, è stata l’inchiesta de La Repubblica, secondo cui "L'allontanamento dei 30 membri del Consiglio superiore di Sanità è stata preceduta da un'inchiesta ordinata dalla ministra Giulia Grillo sui precedenti politici dei suoi componenti. Un'istruttoria non sulle qualità professionali".

L’ira del Pd

"Distinguere i buoni dai cattivi, in medicina e nella scienza, sulla base della vicinanza al proprio schieramento è una vergogna inaccettabile. Chiedere addirittura di segnalare nei Cv eventuali attività, anche passate, di natura politica proprie e dei propri familiari è persino una forzatura in aperto contrasto con la Costituzione", dice Maurizio Martina sul suo profilo Facebook. Sulla stessa linea anche altri esponenti del Pd, che parlano di "comportamento scandaloso" o di "slittamento verso lo Stato totalitario". Dura anche l’ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin: "Sono veramente dispiaciuta per i rappresentanti del Css, uomini e donne di altissima caratura, personalità scientifiche di livello mondiale, medici che hanno lavorato con successo nei più importanti istituti italiani e internazionali, messi sotto dossieraggio per scoprire e colpire opinioni o idee politiche o perfino per aver curato vip. Sono molto preoccupata per questa rivoluzione bianca in base alla quale - a leggere l'articolo di stampa di oggi - sembra pratica comune per il M5S chiedere di redigere dossier su quelli che ritengono personaggi scomodi o distonici dal movimento e poi utilizzarli in vario modo", ha concluso nel suo post su Facebook.

La difesa di Grillo: "Mai fatto dossieraggi"

Alle accuse del Pd ha risposto la stessa Giulia Grillo, che ha anche attaccato l’inchiesta pubblicata: "Non ho mai avviato dossieraggi (e mai lo farò), figuriamoci via chat! Il Movimento 5 Stelle è per la trasparenza, per cui mi interessava semplicemente capire, in vista di nuove nomine, qualche nota di rilievo pubblica di cui non ero a conoscenza. Ho dichiarato che alcuni ex componenti avrebbero potuto essere rinominati, mi interessava avere qualche informazione". "Oggi Repubblica - continua Grillo - pubblica uno stralcio di un documento che proverebbe la mia intenzione di 'schedare' i componenti uscenti del Css. Facciamo chiarezza: innanzitutto mostro il documento integrale cui si fa riferimento e che non è stato sollecitato da me prima di decidere la revoca delle nomine dei membri non di diritto del Css, ma costituisce un appunto del tutto informale che ho chiesto in chat ai miei colleghi parlamentari dopo aver sciolto la commissione". La ministra aggiunge di averlo fatto "perché a seguito dello scioglimento del Css da più parti, in primis dalle dichiarazioni della ex presidente Siliquini, si chiedeva di agire separando la politica dalla scienza. Semplicemente nel corso di normali interlocuzioni, ho chiesto ai colleghi se avevano notizie di attività politica da parte degli ormai ex membri. Il risultato è sotto i vostri occhi".

"Nessun demerito, accuse assurde"

Grillo sottolinea infine che "dal testo non vi sono demeriti, ho agito e agirò sempre per i cittadini in trasparenza, per valorizzare il merito nelle nomine e non le appartenenze politiche. Accusare di epurazione e fascismo, di 'allarme per la democrazia', un ministro che legittimamente si informa sul profilo ripeto pubblico di membri di una commissione è semplicemente assurdo e fuori dalla realtà dei fatti che vi presento per quello che sono", conclude.

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