Tav, il governo: “Decisione in tempi congrui e celeri"

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Incontro a Palazzo Chigi con le imprese piemontesi favorevoli alla Torino-Lione. Conte: "Il progetto non è congelato". Un'associazione: "Garantita risposta prima delle elezioni europee". Nella commissione costi-benefici anche i contrari all'infrastruttura

L’analisi preliminare sui costi-benefici della Tav verrà ultimata entro dicembre e la decisione sul futuro della Torino-Lione sarà presa “in tempi congrui e celeri”. Lo dicono in una nota congiunta il premier Giuseppe Conte, il vicepremier Luigi Di Maio e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli dopo l'incontro a Palazzo Chigi tra governo e 13 rappresentanti di associazioni, imprese e sindacati della provincia di Torino che vogliono la prosecuzione dei lavori dell'Alta Velocità. Ma tra le associazioni che hanno partecipato all’incontro c’è chi si spinge oltre. “Il governo ci ha garantito che una risposta ci sarà prima delle europee”, sostiene la presidente di Ascom Torino, Maria Luisa Coppa, nella conferenza stampa delle imprese piemontesi dopo l'incontro a Palazzo Chigi. Il governo si è impegnato a “trasparenza ed equilibrio” nelle scelte e ad una analisi “non ideologica” dell’utilità dell'opera e dei suoi costi entro tempi “congrui e celeri”. Le imprese favorevoli all'opera sono disponibili ad entrare, anche con i No Tav, nella commissione costi-benefici, ma solo se questo non comporterà l'allungamento dei tempi.

Conte: "Il progetto non è assolutamente congelato"

Il progetto Tav "non è assolutamente” congelato, "va avanti da 20 anni, se ci concediamo qualche mese per compiere un'analisi costi-benefici e verificare, anche alla luce del tempo trascorso, tutti quelli che sono gli interessi in gioco, dunque valutare la sostenibilità e l'utilità dell'opera non ci possono muovere accuse", spiega il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un'intervista all’Adnkronos. Quanto all'ipotesi di un referendum per sondare la popolazione interessata dall'opera, Conte risponde: "Al momento non ci abbiamo pensato".

Toninelli: “Non sono un No Tav”

L’incontro a Palazzo Chigi con la delegazione  Sì Tav "è andato bene", dice Toninelli, al programma Tagadà, aggiungendo che "ci siamo confrontati con la parte del fare". Il ministro spiega che l'analisi costi-benefici "non ha un indirizzo ideologico”. E a chi gli chiede se si definirebbe un No Tav, risponde: "Assolutamente no!”. Toninelli sostiene: "Io sono dalla parte degli italiani e non accetto però, prima da italiano che da ministro dei Trasporti, di sprecare soldi pubblici. Voglio che ci siano soldi ben spesi in infrastrutture”.

Il rinvio dei bandi

A proposito di soldi, dopo la decisione di rinviare le gare d’appalto, secondo l’Unione industriali di Torino "ogni ulteriore ritardo sulla Tav costa circa 70 milioni al mese”. E per gli industriali torinesi “sono centinaia i lavoratori attualmente impegnati e sarebbe assurdo sospendere i lavori”. Ma Toninelli replica: "Non si perderanno posti di lavoro e non si perderanno finanziamenti pubblici. Chi dice che perderemo 75 milioni di euro al mese, dice una stupidaggine perché quella firma che il sottoscritto ha fatto con la ministra dei Trasporti francese, Elisabeth Borne, significa proprio che non perderemo alcun denaro pubblico”.

Chiamparino: "Esito incontro assai deludente"

Per il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino "l'esito dell'incontro romano è assai deludente: si conferma quanto ho già detto. Il governo sta allungando il brodo per scavallare, senza prendere decisioni, le elezioni europee, in modo da spostare tutto a tra un anno".

Data ultima modifica 05 dicembre 2018 ore 21:15

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