Pd, Martina si candida alla segreteria: sfiderà Zingaretti e Minniti

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L'ex reggente lo annuncerà a Roma alla sezione dem nel quartiere San Lorenzo. Tra i big del partito che lo sosterranno Delrio e Serracchiani. Intanto Minniti serra i ranghi con Lotti e Renzi e attacca chi lo "pugnala alle spalle"

Sarà ufficializzata domani, 22 novembre, la candidatura di Maurizio Martina alla segreteria del Partito democratico. Il luogo prescelto per l’annuncio è in un circolo di Roma, a San Lorenzo, il quartiere al centro delle cronache per l’omicidio di Desirée Mariottini.  Martina, secondo quanto si apprende in queste ore, sarà sostenuto da big ed esponenti nazionali come Graziano Delrio, Tommaso Nannicini, e Debora Serracchiani, ma punta soprattutto su una serie di segretari di circolo. Martina, che ha traghettato il partito verso il Congresso da segretario reggente, ha pronta la sua mozione, completa di programma, temi caldi e tappe fondamentali del tour che lo porterà a toccare molte province, soprattutto nel Nord Italia. Con Martina sono tre i big del Pd candidati alla segreteria: oltre all’ex reggente, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, e l’ex ministro dell'Interno Marco Minniti (TUTTI I CANDIDATI IN CORSA).

Trattative tra renziani e Minniti sulle liste

Proprio Minniti è al lavoro all'organizzazione della sua mozione: Marco Minniti. Al momento sono in quattro ad affiancare l’ex ministro dell’Interno: Lorenzo Guerini, Luca Lotti e i fedelissimi del deputato calabrese, Nicola Latorre e Achille Passoni. Nomi a parte, l'organizzazione della mozione sarà "improntata alla collegialità", viene riferito. Il nome di Luca Lotti è, per la verità, circolato come il più accreditato candidato a svolgere la funzione di coordinatore della mozione. Ma fonti parlamentari vicine all'ex ministro dell'Interno invitano alla prudenza: non è stato ancora deciso nulla. Precisazione dovuta anche alle voci sempre più insistenti che parlano di tensioni tra i renziani e lo stesso Minniti. Secondo queste ricostruzioni, i renziani avrebbero chiesto a Minniti di accettare delle “liste” per pesarsi in vista dei congressi provinciali. Quello delle liste è un rito congressuale: nella prima fase, limitata ai circoli del Pd, vengono associate a ciascun candidato locale delle liste di candidati all'assemblea che vengono eletti in proporzione ai voti presi da ciascun candidato nazionale. Ma, spiegano fonti parlamentari del Pd, è del tutto inutile utilizzare tale sistema per misurare il peso dei renziani che sostengono Minniti e frizioni non ce ne sono dato che è chiaro come l'80 percento circa del sostegno a Minniti viene proprio dalle truppe dell'ex presidente del Consiglio.

Renzi attacca Gentiloni e Delrio

Mentre si va definendo la candidatura di Minniti, torna a parlare Matteo Renzi. Lontano dai temi del congresso, oggi l'ex segretario ha rilasciato una lunga intervista al Foglio. Tra gli affondi al governo e alla maggioranza gialloverde, Matteo Renzi ha infilato anche un atto d'accusa nei confronti di due big del partito: "Poco dopo la sconfitta del 4 marzo, tutti - in primis Paolo Gentiloni e Graziano Delrio - mi hanno chiesto di fare un passo di lato e di restare fuori dalle dinamiche del Pd al prossimo congresso. Mi colpisce la mancanza di serenità nel giudizio da parte di chi dopo avere avuto tutto grazie al nostro coraggio, ora pugnala alle spalle".

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