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Migranti su Aquarius, no all'accoglienza da Italia, Malta e Spagna

4' di lettura

La nave ha salvato 141 persone al largo della Libia e ha chiesto all’Europa un approdo. Il ministro dell'Interno: "Vada dove vuole, non in Italia". De Magistris offre il porto di Napoli. Toninelli: "Regno Unito si assuma responsabilità”

Nessun porto dove attraccare per la Aquarius dopo il "no" delle autorità di Malta, della Spagna e dell'Italia, che, per voce del ministro Toninelli, sollecita Londra ad occuparsene, considerando che la nave è vicina alle acque maltesi e battente bandiera Gibilterra. In serata un portavoce del Foreign Office fa sapere che il governo britannico è "profondamente preoccupato" per "i 141 migranti" a bordo dell'Aquarius, ma considera sia "ben noto che la responsabilità di organizzare lo sbarco, nel porto sicuro più vicino, vada assunta dal Centro di coordinamento marittimo dei soccorsi competente, in accordo con i desideri del comandante della nave". Intanto la scorsa notte a bordo di nove barchini 100 migranti sono approdati a Lampedusa.

Scontro Salvini-De Magistris

Dall'Italia è secco il no del ministro dell'Interno Matteo Salvini: "Nave ong Aquarius con altri 141 immigrati a bordo: proprietà tedesca, noleggiata da Ong francese, equipaggio straniero, in acque maltesi, battente bandiera di Gibilterra - ha scritto su Twitter - Può andare dove vuole, non in Italia! Stop trafficanti di esseri umani e complici, #portichiusi e #cuoriaperti". A Salvini ha risposto il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che ha invitato la nave Aquarius a fare rotta sul capoluogo campano: "il ministro dell'Interno mostra i muscoli da bullo istituzionale, coperto da un governo che denota cinismo istituzionale sulla pelle dei più deboli, forse senza precedenti nella storia repubblicana - ha scritto de Magistris - 141 migranti, tra cui molte donne e molti bambini, da giorni vagano in mezzo al mare perchè i porti italiani per decisione del governo sono ancora chiusi". Dichiarazioni che hanno scosso Salvini, che in serata ha replicato: "Il sindaco di Napoli vuole ospitare (e mantenere) altri immigrati in città. Paga lui? A Napoli non ci sono cittadini in difficoltà, senza casa e senza lavoro? Ah già, per certa sinistra è più importante pensare agli immigrati che agli italiani". 

Toninelli: “Il Regno Unito si assuma le sue responsabilità”

Secondo il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli, il luogo di sbarco sicuro dovrebbe essere fornito dal Regno Unito. “L'Ong Aquarius è stata coordinata dalla Guardia Costiera libica in area di loro responsabilità. La nave è ora in acque maltesi e batte bandiera Gibilterra. A questo punto il Regno Unito si assuma le sue responsabilità per la salvaguardia dei naufraghi", ha scritto Toninelli su Twitter. Ieri i migranti soccorsi da Aquarius hanno raccontato che almeno 5 navi sono transitate a vista delle loro barche e hanno proseguito senza prestare alcuna assistenza. 

Sos Mediterranee: "La salute dei miganti rischia di aggravarsi"

Sul nuovo caso Aquarius l'Unione europea è già in contatto con gli Stati membri per la suddivisione dei migranti senza che ancora si sia sciolto il nodo sul luogo di sbarco, per il quale l'Europa però non ha competenza. Per la nave di 'Sos Mediterranee', sulla quale la salute di alcuni dei 141 migranti a bordo da tre giorni "rischia di aggravarsi" con il passare delle ore, è cominciato un altro rebus nelle acque del Mediterraneo, dove le operazioni di soccorso diminuiscono sempre di più: Sos Mediterranee ed Open Arms sono rimaste le uniche due ong ad operare. Frontex ha anche riferito del forte calo di arrivi di migranti in Italia a luglio: -83% rispetto allo scorso anno. 

Commissione Ue: “In contatto con Paesi per destinare i migranti”

Del caso Aquarius si occupa anche l’Unione Europea: "La Commissione Ue è in contatto con un numero di Stati membri, che ci hanno contattato", per la suddivisione dei migranti, e quindi i Paesi cui destinarli. "Come abbiamo fatto per casi precedenti, siamo pronti a prestare il nostro pieno sostegno e peso diplomatico, per una rapida soluzione". Così Tove Ernst, una portavoce dell'esecutivo comunitario, senza precisare quanti e quali siano i Paesi con cui la Commissione è in contatto. La Commissione Ue aiuta a coordinare i Paesi ma non ha competenza per individuare il porto di sbarco della nave.

Data ultima modifica 13 agosto 2018 ore 17:04

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