In Evidenza
Altre sezioni
altro

Per continuare la fruizione del contenuto ruota il dispositivo in posizione verticale

Tav, opposizioni in campo contro stop. Dal Pd ipotesi referendum

Politica

Continua il dibattito sulla linea Torino-Lione. Conte mediatore tra posizioni Lega e M5S, con il ministro Toninelli che martedì dovrà svelare prossime mosse. Fi e dem contro blocco dei lavori. Chiamparino evoca urne, Martina d'accordo. Sfilano un migliaio di No Tav

Condividi:

Continua il dibattito sulla Tav, la linea dell’Alta velocità tra Torino e Lione. Il governo gialloverde sembra pronto ad affidare a una analisi costi-benefici la decisione se continuare o meno i lavori, con il M5S che spinge verso lo stop e la Lega verso un nuovo via libera. Nel giorno in cui un migliaio di manifestanti si sono ritrovati in Val di Susa per dire no al progetto, la novità arriva dal fronte dei governatori delle Regioni del Nord, guidati da Sergio Chiamparino: si dicono pronti a convocare un “referendum popolare” se il governo bloccherà l’opera. E il segretario del Pd, Maurizio Martina, appoggia l'idea.

Sulla Tav Conte mediatore tra Lega e M5S

Sulla Tav, il primo momento della verità sarà martedì prossimo alle 14: a quell'ora il ministro per le Infrastrutture Danilo Toninelli illustrerà alla Commissione Lavori pubblici del Senato le linee guida del suo dicastero e in quella sede sul progetto, ma anche sulla Tap, non potranno esserci reticenze. La Lega insiste, con Matteo Salvini ieri e con il sottosegretario Armando Siri oggi, per il proseguimento dei lavori. I pentastellati sembrano più favorevoli allo stop, anche se all’interno ci sono posizioni diverse e il Movimento appare diviso tra il no all'alta velocità e il sì al Tap come contropartita. Al premier Giuseppe Conte, quindi, spetta un complicato lavoro di mediazione. Per quanto riguarda il gasdotto, dovrà fare i conti anche con il presidente Usa Donald Trump, che incontrerà lunedì a Washington, che spinge per l’ok all’opera.

Chiamparino: “Pronto a convocare referendum popolare”

“Se il governo bloccherà la Torino-Lione io sono pronto ad andare fino in fondo e convocare un referendum popolare”, fa sapere intanto Chiamparino. “Io mi aspetto che Toti e Fontana battano un colpo. Se si dovesse mai davvero bloccare la Torino-Lyon, anche le altre grandi opere, a partire dal Terzo Valico e dalla Pedemontana, sarebbero da rivedere, perché perderebbe forza il progetto di piattaforma logistica del nord-ovest”, dice il presidente del Piemonte. E i governatori leghisti, Attilio Fontana, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, avrebbero già riferito a Salvini le rimostranze degli imprenditori delle loro regioni.

Martina: "Ha ragione da vendere"

Chiamparino incassa l'appoggio del segretario del Pd Martina. “Penso che abbia ragione da vendere. Se Lega e Cinque Stelle bloccheranno la Torino-Lione facendo perdere all’Italia una occasione straordinaria di modernizzazione, lavoro e sviluppo, noi dovremo promuovere un referendum perché siano i cittadini a fermare questa follia pentaleghista”, dice alla festa dell’unità di Brescia. E tre eurodeputate dem elette nel Nord (Mercedes Bresso, Patrizia Toia e Isabella De Monte) parlano di “infantilismo grillino”.

Insorge anche Fi

Ma a insorgere contro il possibile stop, nell'opposizione, è anche Forza Italia. Mara Carfagna e Maurizio Gasparri osservano che il blocco delle infrastrutture (e la minacciata chiusura dell'Ilva) costerebbero 60 miliardi all'Italia. Stefano Maullu parla di “follia di M5S” e si appella alla Lega, perché eviti il peggio. E anche il vicepresidente di Fi, Antonio Tajani, lancia un appello per completare l'opera.

La marcia No tav, assenti i pentastellati

Hanno ribadito il loro no alla Tav, invece, un migliaio di persone che in corteo hanno sfilato da Venaus a Chiomonte, in Valle di Susa. “Per guardare da vicino l'inutile sperpero di denaro pubblico che provoca il Tav”, hanno spiegato. A differenza degli altri anni, alla marcia degli attivisti No Tav non hanno partecipato i parlamentari del M5S. Famiglie con bambini, ma anche anarchici e antagonisti insieme con gli storici oppositori alla nuova linea ferroviaria ad Alta velocità, si sono avvicinati al cantiere "come non succedeva da tempo", superando gli sbarramenti delle forze dell'ordine. Non ci sono stati incidenti, ma una ventina di manifestanti sono stati denunciati per il danneggiamento delle barriere e per aver violato l'area nei pressi del cantiere.