In Evidenza
Altre sezioni
altro

Per continuare la fruizione del contenuto ruota il dispositivo in posizione verticale

Salvini: "Se vinciamo alle Regionali si fa il governo in 15 giorni"

Politica

Il leader della Lega in Molise: "Vincere qui e in Friuli per far partire esecutivo". Poi chiude ai dem e dice a Di Maio: “Abbia rispetto per elettori”. Il pentastellato risponde: "Aspetto un po', poi chiudo un forno". Martina (Pd): "Assurdo, molisani non sono cavie"

Condividi:

"Se vinciamo in Friuli e in Molise nel giro di 15 giorni si fa il governo". Matteo Salvini, nella tappa di Montenero di Bisaccia del suo tour elettorale molisano, ha lanciato un messaggio sull'importanza di questa tornata elettorale in ottica nazionale. "È chiaro che se il Molise domenica e il Friuli domenica prossima dovessero premiare la forza, il coraggio e le battaglie della Lega, io sono convinto che, anche grazie al voto dei molisani e dei friulani, nell'arco di 15 giorni, chi deve capire capisce, il governo comincia a fare, comincia a lavorare senza perdere altro tempo". Non si è fatta attendere la risposta di Luigi Di Maio. "Salvini si assume una responsabilità storica nel legarsi a Berlusconi: ci sta dicendo che per aspettare i comodi di Salvini avremo il governo il 15 maggio? Aspetto qualche altro giorno, poi uno di questi due forni si chiude", ha detto il leader del M5S. Secca la replica di Salvini: "Se Di Maio preferisce il forno di Renzi si accomodi, temo che sia un pane muffo, però libero di fare quello che vuole".

Martina: assurdo, molisani non sono cavie

La frase di Salvini ha suscitato la replica anche del Pd. "Trovo veramente assurda l'idea di Salvini per cui il Paese deve aspettare i suoi tornaconti elettorali", ha detto il segretario reggente del Partito Democratico Maurizio Martina. "Avvisatelo che il Paese ha già votato e adesso chiede risposte, non propaganda. Questo uso delle elezioni regionali di Molise e Friuli come fossero cavie da laboratorio è quanto di più irrispettoso possibile verso gli elettori di quelle regioni oltre che di tutti gli italiani". 

Salvini chiude al Pd

Poche ore prima, arrivando in Molise, il leader della Lega ha ribadito che è pronto a dialogare "con tutti, ma l'unico punto fermo è che con il Pd non si può fare nulla”. Salvini, ha quindi chiuso ad una possibile apertura al Partito democratico nella formazione di un nuovo esecutivo, come auspicato dal ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda, che in un’intervista a Repubblica ha lanciato l’idea di un governo “di transizione”. “A Calenda dico, mamma mia! Un governo con chi ha approvato la Fornero o vuole gli immigrati che cosa potrebbe fare?”, ha replicato Salvini.

Salvini a Di Maio: centrodestra un danno? Rispetti voto

Il segretario della Lega, parlando in mattinata dal villaggio post-terremoto di San Giuliano, prima tappa del suo tour elettorale in Molise in vista del voto per le Regionali, ha anche risposto duramente alle parole di Luigi Di Maio che, ieri al Vinitaly ha ammonito che “chi insiste con il centrodestra unito” rischia di fare danni al Paese. "Quello che Di Maio giudica un danno, il centrodestra unito, è quello che gli elettori hanno premiato col voto il 4 marzo: chiedo al MoVimento 5 stelle di avere rispetto per gli elettori”, ha replicato Salvini. "Come io dico che non esistono partiti pericolosi o elettori pericolosi chiedo che tutti gli altri facciano lo stesso", ha aggiunto.

Salvini: basta litigi noi siamo pronti 

"Leggo di ammucchiate, di governo di tutti che a noi non va bene. Se tutti la smettessero di litigare e avessero il nostro senso di responsabilità si potrebbe partire”, ha detto Salvini. Poi ha parlato delle imminenti Regionali in Molise: “Ogni voto conta: noi pensiamo che da queste regionali possa venire un segnale nazionale di chiarezza e di cambiamento".

Il messaggio a Trump: rispettosi alleanze ma niente favori 

Il leader della Lega si è infine soffermato sulla situazione legata alla Siria: “Noi siamo rispettosi delle alleanze, ma a chi ci chiede favori economici e geopolitici rispondiamo: 'no grazie’”, ha detto a chi gli chiedeva se un suo ipotetico futuro governo sarebbe disposto, come richiesto oggi da Trump, ad un impegno in Siria. “Quando si decide di usare i missili vorrei avere chiaro il perché".