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Gentiloni: "Rispettiamo autonomia Bankitalia, col Pd rapporti ottimi"

Politica

“Non facciamo indiscrezioni”, ha detto il premier sulla nomina del prossimo governatore, che ha parlato dopo il vertice Ue. Tra gli altri temi della conferenza, migranti e Brexit

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“Sulle soluzioni per Bankitalia non parlo neanche sotto tortura né un tanto al chilo”. Sono queste le parole del premier italiano Paolo Gentiloni al termine del vertice Ue di Bruxelles. Il presidente del Consiglio ha parlato anche di migranti, Brexit, web tax e altri temi.

Rapporti con il Pd “ottimi”

Sulla nomina del prossimo governatore della Banca d’Italia, Gentiloni ha spiegato che “è un compito rilevante che spetta in parte al governo”. “C'è una procedura che investe diverse istituzioni – ha aggiunto –, il governo prenderà le sue decisioni nel rispetto dell'autonomia della banca. Non facciamo indiscrezioni o cose di questo genere”. Il premier ha sottolineato che, dopo la mozione del Pd contro la riconferma di Ignazio Visco, non ci sono tensioni con il Partito democratico: “Il rapporto tra governo e partito di maggioranza relativa sono fondamentali e ottimi in generale”. “Non credo – ha detto ancora Gentiloni rispondendo a chi gli chiedeva se temesse ripercussioni sulla manovra della questione Bankitalia – che stiamo correndo il rischio che si creino strani incroci populisti nel prosieguo della legislatura. Penso che il governo ha presentato una legge di bilancio che ho definito snella e utile, penso lo abbia fatto col pieno sostegno della propria maggioranza e non ho nessuna preoccupazione da questo punto di vista”.

Sul vertice Ue: “Passi in avanti, sia pur limitati”

Gentiloni, come detto, ha parlato alla fine del vertice europeo. “Credo che, su alcune delle materie di maggiore interesse per l’Ue e per il nostro Paese, è stato un Consiglio europeo che fa fare dei, sia pur limitati, passi in avanti”,  ha commentato. Tra i temi affrontati, quello della dell’emergenza migranti. “Sono abbastanza colpito e soddisfatto e orgoglioso del fatto che il nostro Paese, che era per un certo periodo al centro di diverse contestazioni, polemiche e accuse, in modo sempre più evidente ha cambiato completamente funzione. Oggi l'Italia viene vista come un Paese che ha dato una risposta esemplare nei confronti dei trafficanti di esseri umani, che ha ottenuto risposte importanti e che deve essere sostenuta su piano politico e finanziario”, ha detto il premier. Che ha ribadito: sui migranti “l'Italia non può fare da sola lo sforzo in Libia, c'è bisogno del sostegno dell'Europa”. “È chiaro – ha aggiunto Gentiloni – che dobbiamo cambiare gli accordi di Dublino, ma non li dobbiamo cambiare in peggio”. “La cosa più importante” da cambiare, ha detto, è “il concetto che l'onere gravi tutto sui Paesi di primo arrivo. Non possiamo immaginare che invece ci si concentri nella sigillatura dei confini interni dei Paesi che non hanno confini marittimi”.

Sulla Brexit: “Rimborso non sia una spada di Damocle”

Gentiloni ha parlato anche di Brexit. “Non posso credere a una prospettiva senza accordi. Penso che lo stesso discorso di Theresa May a Firenze sia stato un passo in avanti anche sul più delicato dei dossier, quello finanziario”, ha detto. E ancora: la questione finanziaria del “rimborso non sia una spada di Damocle sul futuro dei negoziati” sulla Brexit. L’Ue, ha aggiunto, non sta presentando “una fattura con tutti gli zeri” ma vuole una definizione degli impegni presi dal Regno Unito verso il bilancio pluriennale. Gentiloni ha spiegato che al vertice di dicembre “ci sarà un passaggio rilevante” delle trattative: “O i risultati saranno acquisiti o non saranno stati raggiunti e quindi bisognerà trarne qualche conseguenza”. A proposito di Brexit, Gentiloni ha confermato che sulla futura sede dell’Ema (che lascia Londra) “Milano ha delle buone carte da giocare”.

Gli altri temi

Il premier italiano ha parlato anche di web tax. Ha confermato che i leader ne hanno discusso, ma ha chiarito che “i tempi Ue, così come quelli Ocse, non sono necessariamente tempi ai quali deve adeguarsi la legislazione di un Paese. È possibile che nel corso delle prossime settimane, nella discussione sulla manovra, si facciano passi in questa direzione che non pregiudicano l'armonizzazione comunitaria”. Un passaggio, poi, sull’accordo sul nucleare con l’Iran: il vertice Ue ha dato “unanime conferma del sostegno europeo”, perché “la firma dell'accordo è uno spartiacque, siamo convinti che abbia impedito all'Iran di dotarsi dell'arma nucleare”. Un accenno anche alle crisi bancarie, a proposito della consultazione sugli npl, i crediti deteriorati, della vigilanza Bce: le crisi “sono alle nostre spalle, ma l'impegno continua” e bisogna fare “attenzione che non ci siano decisioni che riaprano dei dossier che stanno andando nella direzione giusta”.