Manovra, c'è chi dice no: tutte le critiche al governo

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Sindacati, Confindustria, opposizione e amministratori locali: le modifiche al decreto non placano dissensi e malumori, anche da parte di esponenti della maggioranza. E la Bce avverte: servono riforme strutturali. VIDEO

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I partiti di opposizione, ma anche quelli della maggioranza. I sindacati, ma anche Confindustria. E ancora i moniti della Bce e le critiche di sindaci e governatori.
Le modifiche alla manovra di Ferragosto, emersi nelle ore scorse, non sembrano aver raccolto grandi consensi tra le parti sociali.

Il no di Confindustria e di sindacati - In primis Confindustria, che usa parole piuttosto nette: "La manovra che si sta faticosamente profilando appare debole e inadeguata. Alcune componenti della manovra non sono valutabili e non c'è quindi la necessaria certezza sui saldi. Mancano le misure strutturali. La manovra è squilibrata sulle entrate e non contiene misure adeguate per la crescita. Rinvia sine die i tagli ai costi della politica e degli apparati amministrativi".
Stesso tenore da parte dei sindacati. Cgil, che ha già proclamato lo sciopero generale, punta il dito "contro una manovra che riduce gli investimenti, anche strategici come quelli infrastrutturali e della ricerca, privatizza i servizi pubblici senza criterio, ne' efficienza e promuove la competizione sui costi, attacca la Costituzione, i diritti dei lavoratori, l'autonomia delle parti sociali e i Contratti nazionali".
Cisl e Uil usano toni diversi, ma attaccano comunque la "scemità del governo".

Lo stop dell'opposizione (e i mal di pancia della maggioranza) - In un simile contesto, inevitabile che l'opposizione attacchi a muso duro la manovra. Meno scontato che i mal di pancia della maggioranza continuino anche dopo le ultime modifiche, con i frondisti del Pdl che parlano di modifiche significative, ma fanno comunque trapelare un certo disagio.
"Adesso il governo fa la faccia truce con gli evasori ma so già che dietro questa faccia truce si preparano altri condoni", dice il segretario Pd Bersani, che aggiunge: "Noi ci metteremo di traverso. Adesso basta, le tasse si comincia a pagarle altrimenti questo Paese non si mette sulla strada giusta".
E Casini commenta: "Hanno cambiato idea 3 o 4 volte sulla manovra. Qui si sta scherzando con il fuoco. Le entrate sono ballerine rispetto a quanto ci chiede la Ue".

L'Europa: riforme strutturali - A proposito di Europa. L'avvertimento arriva dritto dritto dal numero uno uscente della Bce, Trichet, che in un'intervista al Sole 24 ore intima al nostro Paese di rispettare gli impegni e chiede riforme strutturali: "Sono necessarie per aumentare il potenziale di crescita di un'economia ingessata da troppi ostacoli che le impediscono di esprimersi al meglio".

Formigoni: "Manovra da cambiare nelle fondamenta" - Forti critiche arrivano pure dagli amministratori locali. Non importa se fanno parte di maggioranza o opposizione. Durissimo, ad esempio, il governatore lombardo Formigoni: "In queste condizioni si rischia uno scontro istituzionale che non abbiamo aperto noi" e "come governatore non posso recedere da questa battaglia" che "combatto anche come membro del Pdl" perché "questa manovra snatura il nostro partito" dice in un'intervista a la Repubblica.
Secondo il governatore questa manovra va "cambiata dalle fondamenta. Se non si cambia - sottolinea - qui va tutto a rotoli. Si rischia una frattura insanabile". In questo modo "noi non potremo governare: salteranno i trasporti, gli aiuti alle imprese, i contributi al sociale". Per Formigoni "l'errore" sta nel fatto che "nelle spese noi contiamo il 25% e i tagli sono del 57%. Lo Stato conta per il 60,5% e i tagli sono del 24%".

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