La Ue promuove la manovra: "Ora tempi rapidi"

Politica
Giulio Tremonti e Roberto Calderoli
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Il 22 agosto all'esame del Senato. Divisioni nella maggioranza, Calderoli apre a modifiche. Le opposizioni: noi responsabili, ma così non la voteremo. Cgil si prepara allo sciopero, Cisl e Uil frenano. Marcegaglia: ritocchi a Iva e pensioni di anzianità

IL TESTO DELLA MANOVRA

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Bruxelles promuove la manovra italiana: i contenuti dovranno essere approfonditi e il governo italiano si dovrà ora impegnare per trovare "ampio consenso" e vararla in "tempi rapidi". Ed effettivamente si prospetta un altro esame record per la manovra-bis varata venerdì scorso, anche se non sarà certo veloce e 'indolore' come quello della manovra di luglio (un record, fu approvata in 4 giorni).

L'iter inizia il 22 agosto - La manovra, accompagnata dall'indicazione del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano che invita ad un "confronto responsabile", sarà infatti all'esame della Commissione Bilancio di Palazzo Madama da lunedì 22 agosto per arrivare all'aula dal 5 settembre. Poi il passaggio alla Camera dove però, come ormai prassi, la manovra arriverebbe blindata. La fiducia che non dovrebbe essere posta a Palazzo Madama, come annunciato dallo stesso Silvio Berlusconi, potrebbe però arrivare a Montecitorio. Anche perché molti sono i mal di pancia, anche all'interno della stessa maggioranza, per norme che colpiscono sia gli stessi parlamentari, sia gli amministratori locali. Ma anche le professioni.

Tre le norme della discordia - Su tre norme in particolare ancora si discute molto: il contributo di solidarietà, (per farlo partire è comunque atteso un decreto del Ministero del Tesoro entro fine settembre) che secondo alcune indiscrezioni lo stesso premier vorrebbe cancellare; l'introduzione dell'aumento di 3 punti di Iva, che trova l'appoggio di Confindustria e la totale contrarietà di Confcommercio; e la 'cancellazione' del sistema di tracciabilità dei rifiuti (il Sistri) che ha mandato su tutte le furie il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e che pertanto potrebbe essere rivista.
Ma le acque in Parlamento sono già agitate e lo testimonia per tutti il sottosegretario Stefano Saglia che si scaglia contro la 'fronda' all'interno del Pdl: "O emendamenti concordati oppure andiamo tutti a casa".

Tensioni nella maggioranza - "Ci sono sessanta giorni per convertire i decreti legge, e il Parlamento ha sempre cambiato i provvedimenti". Roberto Calderoli è uno di quei ministri che sulla manovra 'ci ha messo la faccia' e se anche lui apre a modifiche alla manovra ("ma solo a saldi invariati") significa che nella maggioranza la discussione sul testo presentato dal ministro Giulio Tremonti è più che accesa. I malumori nel Pdl non sono un segreto. L'area dei 'frondisti', quei nove parlamenti che hanno apertamente criticato il provvedimento, sembra allargarsi o quantomeno riscontra 'simpatie' tra i colleghi del centrodestra. Le perplessità espresse dal gruppo 'ribelle' rischiano di scuotere il Popolo delle Libertà e destano l'irritazione dell'area vicina a Tremonti. Al punto che Stefano Saglia, sottosegretario del ministero dello Sviluppo, dirama una nota chiedendo "ai colleghi che alzano il dito" e "sono pronti a dire che la manovra non va" di "smetterla di giocare".
Anzi, rilancia Saglia, "gli emendamenti si devono presentare solo con il consenso del segretario Alfano e del capogruppo" perché "se la manovra si può migliorare lo si fa stando nel perimetro della maggioranza. Sennò tutti a casa".

Telefonata tra Berlusconi e Sarkozy -
Per quanto riguarda la reazione europea la Commissione "accoglie con favore" la manovra varata venerdì e chiede al Governo "di cercare un ampio consenso sulle riforme anche per assicurarne la rapida approvazione del Parlamento". Bruxelles attende di "conoscere i dettagli del pacchetto approvato e maggiori informazioni sulle singole misure", al fine di darne una valutazione più appropriata. Ma il giudizio per il momento è positivo. L'apprezzamento per le misure prese dal governo è venuto anche dal presidente francese Sarkozy, che ha avuto un colloquio telefonico con Berlusconi.

Patrimoniale, contributo di solidarietà e Iva - Per quanto riguarda le misure specifiche, mentre il Pd insiste ancora per l'introduzione della patrimoniale (che ha i suoi tifosi anche in alcuni settori del centrodestra) e di una più incisiva lotta all'evasione e la Cgil si prepara allo sciopero generale non seguita da Cisl e Uil, c'è chi nella maggioranza pensa già di togliere il contributo di solidarietà (GUARDA IL VIDEO), le famose "mani nelle tasche degli italiani" evocate da Berlusconi, e sostituirlo con l'aumento dell'Iva.
Lo stesso premier, secondo le indiscrezioni, sarebbe favorevole allo scambio, al limite inserendolo nella delega fiscale: tra l'altro, visto che il ritocco di un punto di Iva dovrebbe  portare nelle casse dello Stato circa 6 miliardi, si potrebbe  non solo cancellare il prelievo sui redditi (che vale un miliardo) ma anche alleggerire i tagli ai Ministeri e agli enti locali. Per ora, il governo sembra orientato a un intervento meno radicale: potrebbe essere accolto un emendamento dell'Udc che alleggerisce il contributo di solidarietà per chi ha figli a carico.
Contro il ritocco dell'Iva si è scagliato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli: "Confermiamo tutta la nostra contrarietà. Perché colpirebbe i consumi ed i redditi medio-bassi. Perché indurrebbe inflazione. Perché, in definitiva, indebolirebbe la crescita". I consumatori propongono in alternativa l'una tantum sui capitali scudati, che frutterebbe 21 miliardi. Il tutto in attesa della bocciatura o della promozione della manovra alla riapertura dei mercati.

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