Intercettazioni, "il governo non farà il decreto"

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Il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: "Nessuna intenzione dell'esecutivo di presentarlo". Maroni non commenta ma La Russa dice: "Chi vivrà, vedrà". E intanto Frattini sul caso Ruby apre alla possibilità di un ricorso a Strasburgo

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Si, no, forse. Dopo le indiscrezioni e le ricostruzioni dei quotidiani, secondo cui il governo starebbe pensando di proporre un decreto sulle intercettazioni, anche a seguito dell'indagine sul caso Ruby, arrivano le prime smentite.
"E' stato un equivoco. Non c'è nessuna intenzione del governo di presentarlo", dice il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, parlando con i giornalisti a Montecitorio. "Non mi risulta nessuna iniziativa per un decreto legge - spiega - tanto meno di un decreto da presentare da parte del premier al capo dello Stato".
Ma Cicchitto aggiunge anche: "Caso mai, come ha ricordato Leone, c'è un ddl in stato avanzato di lavoro in Parlamento. Sono due cose distinte. Ieri si è fatto un notevole polverone su una cosa che non esiste".

La Russa: "Chi vivrà, vedrà" - Possibilista si mostra invece il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che liquida con una battuta la possibilità: "Chi vivrà, vedrà" afferma il coordinatore del Pdl, mentre il suo collega dell'Interno, Roberto Maroni, preferisce non fare commenti e, a margine di un incontro a Villa Madama sui bambini contesi, risponde secco: "Io no. Io sto preparando un decreto sull'immigrazione".
Quanto all'ipotesi che il premier Silvio Berlusconi faccia causa allo stato dopo la richiesta di giudizio immediato della procura di Milano, il ministro leghista ha glissato: "Altre domande?".

"Possibile ricorso a Strasburgo" - E nelle stesse ore, un altro ministro, quello degli Esteri Franco Frattini, tornava sul caso Ruby, confermando la possibilità - già emersa durante l'intervista di Maria Latella a SkyTG24 - che il premier Silvio Berlusconi porti la questione della violazione della sua privacy davanti alla Corte dei Diritti umani di Strasburgo. La violazione della privacy è un fatto che "può essere portato non solo in Italia ma anche di fronte alla Corte Europea dei diritti dell'uomo: c'è una giurisprudenza molto ricca in materia", ha detto il capo della Farnesina rispondendo a una domanda sulla vicenda e sull'annuncio di Berlusconi di una possibile causa allo Stato. La causa ipotizzata dal premier, ha detto ancora Frattini a margine di un convegno a Villa Madama, non sarebbe comunque "un rimedio straordinario" perché "quando un cittadino si sente danneggiato ha diritto a rivolgersi al giudice competente per ottenere tutela".

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