Migranti, sbarcate a Messina le 186 persone a bordo della Geo Barents

Sicilia

Tra i sopravvissuti ci sono 152 uomini e 34 donne, di cui 61 sono minori: il più piccolo è una bambina di soli 10 mesi

Si sono concluse le operazioni di sbarco al porto di Messina dalla Geo Barents, la nave di Medici senza frontiere, che trasportava a bordo 186 migranti e 10 cadaveri, rinvenuti sul fondo di una barca e deceduti per le esalazioni da idrocarburi dopo che la loro richiesta di soccorso è rimasta inascoltata per 13 ore. L’arrivo della nave di Msf nella città sullo Stretto è avvenuto dopo l’assegnazione del porto sicuro di ieri. Tra i sopravvissuti ci sono 152 uomini e 34 donne, di cui 61 sono minori: il più piccolo è una bambina di solo 10 mesi. Le persone provengono da diversi paesi, fra cui Guinea, Nigeria, Costa d'Avorio, Somalia e Siria. Molti di loro hanno vissuto esperienze traumatiche in Libia, da dove è partita l'imbarcazione sulla quale viaggiavano prima di essere soccorsi. (LO SPECIALE MIGRANTI)

La situazione a bordo

Il team di Msf ha spiegato che i sopravvissuti mostrano segni di stress acuto e trauma. La maggior parte di loro è terrorizzata dall'esperienza vissuta e alcuni hanno dovuto riconoscere i corpi dei deceduti. "Fatemi vedere i loro corpi. Sono miei fratelli, veniamo dallo stesso luogo, siamo partiti insieme dalla Libia. Devo dire alle loro famiglie che sono morti. Per favore, lasciatemeli vedere", ha chiesto uno dei profughi.

Msf: “Serve supporto a sopravvissuti”

"Siamo estremamente sollevati per aver ottenuto dalle autorità italiane il porto di Messina dove tutti i 186 sopravvissuti, soccorsi tra il 15 ed il 16 novembre dalla Geo Barents, potranno sbarcare in sicurezza”, afferma Fulvia Conte, vice responsabile delle attività di ricerca e soccorso di Medici senza frontiere. "Nonostante la gioia e il sollievo per la fine del viaggio - aggiunge - tra i sopravvissuti ci sono anche persone che hanno perso amici e familiari e stanno elaborando il lutto. Queste persone avranno bisogno di assistenza e supporto psicologico. Le dieci persone decedute meritano una degna sepoltura, Msf si coordinerà con le autorità locali per garantire che i corpi siano sbarcati con dignità. In molti dei sopravvissuti - sottolinea ancora Fulvia Conti - si vedono i segni visibili e invisibili delle violenze e degli abusi subiti in Libia, così come la stanchezza per aver trascorso quasi una settimana in mezzo al mare. Ci sono persone che hanno bisogno di assistenza medica e di esami specialistici, incluse donne e bambini con patologie non curabili a bordo. Queste persone hanno bisogno di assistenza per riprendersi in sicurezza. Ai più vulnerabili, come le donne che viaggiano da sole, i bambini, i minori non accompagnati ed i sopravvissuti alla violenza di genere - conclude - devono essere garantite cure specialistiche ed una sistemazione sicura in cui possano".

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