Riciclaggio e ricettazione, arrestata figlia di un boss messinese

Sicilia

La misura cautelare è stata eseguita dalla guardia di finanza, che ha anche sequestrato due bar nel centro della città e beni mobili e immobili per un valore di oltre un milione di euro. La donna avrebbe assunto fittiziamente la titolarità delle due attività commerciali, note per essere meta della movida

La Guardia di Finanza ha eseguito a Messina un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti della figlia 26enne del boss Salvatore Sparacio, nipote del pentito Luigi Sparacio. I militari hanno sequestrato anche due bar nel centro della città e beni mobili e immobili per un valore di oltre un milione di euro. La donna è accusata di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita: avrebbe assunto fittiziamente la titolarità delle due attività commerciali, note per essere meta della movida. 

Le indagini

La misura cautelare arriva dopo il riconoscimento, da parte del Tribunale del Riesame dell'esistenza e dell'autonomia del clan mafioso che fa capo a Salvatore Sparacio, inizialmente ritenuto subordinato al clan Lo Duca La ricostruzione delle ricchezze acquisite nell'ultimo ventennio dal boss Salvatore Sparacio e dai componenti del suo nucleo familiare hanno dimostrato una evidente sproporzione tra gli incrementi patrimoniali e il reddito legittimamente prodotto. Sotto sequestro sono finiti anche il 25% di una s.r.l.s., con sede a Messina che opera nel settore della consulenza pubblicitaria, 2 fabbricati, un'auto e denaro contante per 15mila euro.

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