Covid Palermo, la decisione del Tar: resta in vigore la zona rossa nell’area metropolitana

Sicilia
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Il Tribunale ha respinto la richiesta di sospensiva presentata del Comune di Bagheria contro le restrizioni imposte da un’ordinanza regionale, emanata alla luce del dato del 9 aprile, che riportava un'incidenza settimanale di contagi di 246,61 per ogni 100 mila abitanti

Resta in vigore la zona rossa a nell’area metropolitana di Palermo. Lo ha stabilito il presidente del Tar del capoluogo siciliano, Calogero Ferlisi, che ha respinto la richiesta di sospensiva presentata del Comune di Bagheria contro le restrizioni imposte da un’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Nello Musumeci. L'udienza collegiale è stata fissata per il prossimo 20 maggio. (COVID: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEL CONTAGIO - LA SITUAZIONE IN SICILIA)

La posizione del Comune di Bagheria

La decisione della Regione era stata presa alla luce del dato del 9 aprile, che riportava un'incidenza settimanale di contagi di 246,61 per ogni 100 mila abitanti. Al limite dei 250 casi, soglia per l’ingresso in zona rossa. Secondo il Comune di Bagheria, l'ordinanza è stata adottata "in violazione degli assetti regolatori e rende la irreversibile compromissione degli interessi alla cui cura il Comune di Bagheria è istituzionalmente preposto", atteso che "la classificazione della Città Metropolitana di Palermo e con essa il Comune di Bagheria nell'ambito della cosiddetta zona rossa preclude lo svolgimento di una vastissima platea di attività economiche ritenute non essenziali, oltre a limitare ulteriormente, rispetto alle previsioni applicabili alla zona arancione, la possibilità di movimento dei cittadini e la fruizione del servizio scolastico".

La decisione del Tar

Per il presidente del Tar, Musumeci “ha adottato l'ordinanza impugnata sulla base di precise segnalazioni, di natura medico-legale, ricevute dal Dipartimento ASOE nei giorni 8 e 9 aprile 2021, laddove viene richiamato, non solo il dato epidemiologico aggiornato della area metropolitana di Palermo, con "incidenza settimanale dei contagi pari a 246,61 ogni 100.000 abitanti", ma anche la sussistenza delle condizioni previste dal decreto legge 44/2021 dove è riscontrata "circolazione di varianti di SARS-CoV-2", tale da determinare "alto rischio di diffusività" o induzione di "malattia grave. Queste motivazioni - spiega Ferlisi - appaiono, a prima vista, adeguate per giustificare le disposizioni contenute nell'ordinanza della presidenza".

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