Incendio ad Altofonte, evacuati 400 abitanti

Sicilia

Sul posto stanno intervenendo diverse squadre di vigili del fuoco e forestali, personale della protezione civile regionale e i carabinieri. "Atto criminale", il racconto dei pompieri

Nella serata di ieri un vasto incendio è divampato ad Altofonte, nel Palermitano, dove 400 residenti (su circa 10mila abitanti) a scopo precauzionale sono stati evacuati e portati al campo sportivo Don Pino Puglisi. Il fronte del fuoco è stimato in circa due chilometri. A causa delle alte temperature e alimentate dal vento di scirocco, le fiamme si sono estese nel bosco di Moarda, in una area di oltre mille ettari. Inoltre, l'incendio ha provocato anche l'esplosione di alcune bombole di gas che hanno danneggiato le abitazioni, ma non ci sono feriti. (LE FOTO)

La sindaca: "Bosco distrutto, gravi danni case"

"Siamo terrorizzati, impauriti per quanto abbiamo visto e vissuto questa notte. Adesso stiamo iniziando a fare la conta dei danni. Ci sono alcune villette danneggiate e tanti animali morti. Certamente tutti quelli che si trovavano nello splendido bosco della Moarda che adesso non c'è più". Il sindaco di Altofonte, Angela De Luca, ha trascorso tutta la notte insieme ai suoi concittadini che hanno dovuto abbandonare le case. Attraverso il suo profilo Facebook ha prima lanciato un perentorio ordine di abbandonare le abitazioni di alcune zone del paese, poi via via ha iniziato a dare notizie su quanto stava accadendo. "Servono mezzi aerei. Le fiamme sono ancora alte e si stanno dirigendo verso Piana degli Albanesi. Il lavoro della forestale e dei vigili del fuoco è stato encomiabile. Hanno fronteggiato fiamme molto alte. Il vento che soffia molto forte ha reso inutile tutto il lavoro di prevenzione fatto in questi anni dagli uomini della forestale. Erano stati realizzati viali tagliafuoco di 10 metri, che purtroppo l'azione criminale di ieri, insieme al forte vento di scirocco, hanno reso vani. Molti dei forestali sono di Altofonte e mai avrebbero pensato di assistere a una catastrofe di queste proporzioni. Ci vorranno decenni per restituire il bosco".

"Atto criminale"

 "Atto criminale per colpire il paese. A causa dell'incendio si è reso necessario l'evacuazione di oltre 400 persone dalle rispettive abitazioni poiché minacciate dalle fiamme. Sul posto anche - riferiscono i vigili del fuoco dal comando avanzato allestito nel campo sportivo di Altofonte - tre ambulanze per garantire il soccorso sanitario".

I roghi

Secondo i primi accertamenti ci sarebbero stati cinque diversi roghi, sulla cui origine saranno svolte indagini. Sul posto stanno intervenendo diverse squadre di vigili del fuoco e forestali, personale della protezione civile regionale e i carabinieri. Gli interventi sono coordinati dalla prefettura di Palermo. I pompieri sono impegnati in altri incendi in altri paesi della provincia: Carini, Termini Imerese, Sciara, Polizzi Generosa e Santa Cristina Gela.

Vigili del Fuoco

Ambientalisti: "Rogo mette a rischio fiume Oreto"

"Il bosco della Moarda, sopra Altofonte, completamente distrutto, un grande polmone verde per Palermo e Provincia ma soprattutto una importantissima area di assorbimento dell'acqua piovana che poi viene convogliata nel fiume Oreto. Dopo questo incendio il fiume si ritroverà meno protetto e alimentato. In più, Altofonte parzialmente evacuato, case distrutte, vite di cittadini messe in pericolo. È emergenza". Lo dice in una nota il Forum per l'Oreto. "Non ci sono scuse, questo non è il cambiamento climatico, il fuoco è stato appiccato in 5 punti diversi, è un attentato al nostro territorio. Pretendiamo risposte dalle istituzioni. Diamo la nostra solidarietà agli amici di Altofonte, siamo con loro ed espliciteremo questa nostra vicinanza con una manifestazione da tenersi al più presto ad Altofonte stesso", conclude il Forum.

Solidarietà alla popolazione di Altofonte è giunta dall'arcivescovo di Monreale, Michele Pennisi. "Questo è colpa della cattiveria umana di qualche folle bruciare un patrimonio naturalistico e pensare stupidamente di distruggere 'la casa comune', che Dio ci ha comandato di custodire e curare. Appiccare volontariamente un incendio, oltre che un delitto per la legge dell'uomo, è anche un grave peccato contro Dio e la sua creazione".

Le parole dell'ex sindaco

"Hanno assassinato un paese. Con la distruzione del bosco della Moarda finisce Altofonte, ucciso da criiminali e delinquenti". L'ex sindaco Enzo Di Girolamo, attuale consigliere comunale, ha trascorso diverse ore in strada nel paese che ha vissuto una notte di paura ed è ancora alle prese con le fiamme che si sono spinte verso la sommità della collina. "Siamo terrorizzati - dice una donna che ha dovuto abbandonare la sua abitazione - speriamo che Dio ci aiuti". "Speriamo di tornare a casa - racconta una signora - Sempre che esista ancora. Tutto è successo tutto in pochi minuti e siamo dovuti scappare. Qualcuno ha appiccato il fuoco intenzionalmente: non ci sono dubbi sulla natura dolosa dell'incendio".

Fiamme nel Palermitano e sulle colline di Messina

Un altro incendio è divampato nel Palermitano nei terreni del Parco archeologico Himera, interessando anche un tratto della Statale 113 dove un ristorante è stato lambito dalle fiamme. Il fumo ha raggiunto l'autostrada A19 Palermo-Catania creando qualche problema agli automobilisti. Le strutture del parco e il museo non sono coinvolte nel rogo. Brucia la vegetazione intorno al Tempio della Vittoria, che non ha subito danni. Fiamme anche nella campagne tra Aliminusa e Montemaggiore Belsito, sempre nel Palermitano, dove è intervenuto un Canadair e sono bruciati già diversi ettari di bosco. Incendi anche nel Trapanese e sulle colline di Messina (poi spente). "Una notte di paura, per un rogo sicuramente doloso, opera di piromani, in contrada Musarra Alto, nel villaggio di San Saba. Lambite le abitazioni, spero che la procura apra un fascicolo sulla vicenda", dice il consigliere della Sesta circoscrizione, Mario Biancuzzo. Le fiamme, alimentate dalle forti raffiche di vento da sud, hanno distrutto la vegetazione e hanno raggiunto le case abitate. Grazie al lavoro di vigili del fuoco e volontari, i danni sono stati limitati. Alcune case sono state abbandonate per precauzione.

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