Truffa e sfruttamento della manodopera: quattro arresti a Siracusa

Sicilia

In cacere un dirigente della Pubblica amministrazione e tre imprenditori, la cui società, operante nel settore dello smaltimento dei rifiuti, avrebbe pagato i dipendenti con una tariffa oraria che corrisponde alla metà di quella prevista dai contratti di lavoro e avrebbe indebitamente ottenuto dalla Regione siciliana un finanziamento a fondo perduto di 800mila euro

La Guardia di Finanza di Siracusa, nel corso dell'operazione "Black trash". ha arrestato tre imprenditori, A.A., G.C. e S.M.G., e un dirigente del libero consorzio comunale di Siracusa, D.M., accusati a vario titolo di illecita intermediazione, sfruttamento del lavoro nel settore dello smaltimento dei rifiuti e truffa aggravata in concorso. Al dirigente pubblico è contestato il reato di corruzione per l'esercizio della funzione. Gli indagati sono stati rinchiusi nel carcere di contrada Cavadonna. 

Le indagini

Secondo l'indagine del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Siracusa, i tre imprenditori avrebbero dolosamente violato le norme del contratto collettivo di categoria in materia di retribuzione e riposi e le disposizioni di salute sicurezza sul lavoro dei dipendenti beneficiando di un indebito vantaggio e realizzando un risparmio di spesa. La società Ecomac smaltimenti, che opera nel trattamento e smaltimento dei rifiuti, avrebbe sottoposto i dipendenti a condizioni di sfruttamento approfittando del loro stato di bisogno. I dipendenti sarebbero stati pagati con una tariffa oraria che corrisponde alla metà di quella prevista dai contratti di lavoro. Inoltre la società avrebbe indebitamente ottenuto dalla Regione siciliana un finanziamento a fondo perduto di 800 mila euro per la costruzione ad Augusta di una nuova piattaforma per lo stoccaggio il trattamento dei rifiuti speciali non pericolosi. Gli indagati avrebbero però dichiarato falsamente secondo le fiamme gialle di osservare gli obblighi dei contratti nazionali e rispettare le norme sui riposi. 

Sequestrati più di 300mila euro

Secondo i militari, la società non avrebbe avuto i requisiti di ammissibilità ai contributi pubblici. Per attivare l'impianto è stata chiesta un'autorizzazione al libero consorzio comunale rilasciata dal dirigente arrestato "una volta raccolto l'impegno che i gestori avrebbero remunerato con l'assunzione di due soggetti" da lui segnalati. Disposto il sequestro della somma di 318.620 euro percepite indebitamente in danno della Regione Siciliana.

Procuratore capo: "Risposta chiara a questo territorio"

Il procuratore capo Sabrina Gambino ha commentato l'operazione "Black trash": "È una risposta chiara a questo territorio. Un'operazione che tocca la criticità del bisogno di lavoro e del trattamento dei lavoratori ai fini di un mero guadagno delle imprese, fino ad arrivare all'ennesima strumentalizzazione del ruolo di controllo. Assunzioni di soggetti al funzionario, ma il vantaggio era strumentale perchè funzionale al successo elettorale. E questo vuole dire barare sulle regole elettorali".

I commenti di istituzioni e forze dell'ordine

"Un intervento deciso ed efficace sul territorio che mostra in un settore come quello dei rifiuti che mostra una serie di criticità", ha detto il comandante provinciale delle Fiamme gialle Luca De Simone. "Purtroppo - ha aggiunto il procuratore aggiunto Fabio Scavone - se gli organi competenti a controllare fiancheggiano simili situazioni diventa un reato impossibile da accertare. Ma ringraziamo le Fiamme gialle che hanno cambiato mentalità e approccio riuscendo in questi ultimi mesi a mettere a segno operazioni decisive". "Nella serie di operazioni emerge un degrado dell'etica della responsabilità - ha spiegato il tenente colonnello Antonino Scaibarrà -. Le indagini sono scattate dopo la denuncia di un lavoratore sul mancato rispetto delle norme previste nel contratto nazionale di lavoro: percepiva una paga oraria di 4 euro, ben al disotto da quella prevista per legge e senza il rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Abbiamo iniziato intercettazioni telefoniche e riprese video e ascoltato altri lavoratori ed accertato alla fine le diverse violazioni di legge". 

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