Rifiuta di seguire regole Islam: aggredita da famigliari nel Messinese

Sicilia
Immagine di archivio (Agenzia Fotogramma)

La polizia di Sant’Agata di Militello ha emesso la misura cautelare di allontanamento da casa e divieto di avvicinamento nei confronti di madre e figlio. I parenti, stand a quanto ricostruito, l’avrebbero colpita con una scopa e legato le mani con delle corde 

La polizia di Sant'Agata di Militello (nel Messinese) ha eseguito la misura cautelare dell'allontanamento da casa e del divieto di avvicinamento alla persona offesa nei confronti di due extracomunitari, madre e figlio, responsabili dei reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni e violenza privata in concorso ai danni di una parente. La vittima sarebbe stata aggredita perché non si sarebbe voluta uniformare ai dettami religiosi islamici seguiti dai famigliari.

L’indagine

L'indagine è stata avviata in seguito di una richiesta di intervento dell'ospedale che ha segnalato una violenza domestica ai danni di una donna, arrivata al pronto soccorso con numerosi lividi sul corpo. Alle domande poste dagli agenti circa le ferite, i familiari hanno risposto che si era fatta male cadendo. Dall’inchiesta delle forze dell’ordine è però emerso che la vittima veniva accusata dai suoi di avere uno stile di vita troppo vicino a quello occidentale, di non voler indossare il velo islamico e di avere la "colpa" di non voler sposare un uomo (sconosciuto) del suo paese di origine. Le intercettazioni, telefoniche ed ambientali, hanno confermato le aggressioni, sia verbali che fisiche.

Le violenze nei confronti della donna

Alla donna, che aveva rifiutato di convogliare a nozze con quell’estraneo, sarebbe stato impedito di uscire da sola e le sarebbero state sottratte le chiavi di casa. Il fratello, oltre a tirarle i capelli, l’avrebbe colpita con una scopa. La madre, invece, le avrebbe legato le mani con delle corde. Dalle intercettazioni è anche emerso che la madre, convinta che la figlia fosse posseduta, con una scusa l'avrebbe voluta portare nel paese d'origine, dove un "guaritore" l'avrebbe poi sottoposta a degli esorcismi per liberarla dal male.

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