Lumache non tracciate, imprenditore a processo nell’Agrigentino

Sicilia
Foto di archivio (ANSA)

La Procura di Sciacca contesta sei episodi commessi dall’uomo, il quale avrebbe consegnato agli acquirenti complessivamente 477 kg di lumache di origini estere e non tracciate, dichiarando falsamente che si trattava di lumache allevate all'aperto a Burgio

Secondo la Procura di Sciacca, avrebbe venduto 477 chilogrammi di lumache non tracciate, dichiarando falsamente che erano state allevate all'aperto a Burgio, nell’Agrigentino. È questa l’accusa contestata a C.M., noto imprenditore del settore, che ora dovrà affrontare un processo per frode in commercio. La prima udienza, come stabilito dal sostituto procuratore Christian Del Turco che ha disposto la sua citazione diretta a giudizio, si terrà il prossimo 20 novembre davanti al Tribunale di Sciacca in composizione monocratica. Nel processo è parte lesa l'ex moglie dell’imprenditore, medico veterinario che aveva denunciato l’uomo.

Sei episodi contestati

Nel decreto, il pm Del Turco contesta sei episodi commessi dall'imprenditore il quale, secondo la Procura, avrebbe consegnato agli acquirenti complessivamente 477 chilogrammi di "lumache di origini estere e non tracciate, dichiarando falsamente che trattavasi di lumache allevate all'aperto nella località di Burgio". 

Le parole dell'imprenditore

"La mia azienda - dice in una nota C. M. - ha ottenuto le necessarie autorizzazioni, superato i controlli e operato nel rispetto della legge. Le lumache sono state apprezzate dai miei clienti e non ho registrato lamentele. Non è la prima volta che la Casciana tenta di danneggiare, attraverso comunicati stampa, la mia figura di uomo e di professionista; tanto che, nei suoi confronti, pendono due distinti procedimenti - presso le Procure di Catania e Caltagirone - per più reati, tra i quali la diffamazione ai miei danni". "La dichiarata volontà della mia ex moglie di costituirsi parte civile, poi, la dice lunga sui suoi propositi. Attraverso la difesa tecnica dei miei legali, Giovanni e Sergio Vaccaro, mi difenderò nell'unica sede deputata a vagliare quella che, fino a sentenza definitiva, resterà solo un'ipotesi. Continuerò a lavorare col medesimo impegno, fiducioso nell'opera della Magistratura", conclude.

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