Sequestrata la Scala dei Turchi, indagato il proprietario dell'area

Sicilia

F.S. è catastalmente proprietario di una grossa parte dell'area: ipotesi di reato che viene contestato dalla magistratura è di occupazione di demanio pubblico

La Guardia costiera di Porto Empedocle ha apposto i sigilli agli accessi alla Scala dei Turchi, il pezzo di costa agrigentina di marna bianca attrazione per migliaia di visitatori. A disporre il sequestro è stato il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, che ha anche iscritto nel registro degli indagati F.S. che è catastalmente proprietario di una grossa parte dell'area.

Ipotesi di reato

L'ipotesi di reato che viene contestato dalla magistratura è di occupazione di demanio pubblico. "A fronte di un sito di immenso valore storico, paesaggistico e geologico, si deve purtroppo registrare una carente tutela del sito, verosimilmente attribuibile all'ambiguo status giuridico dello stesso", si legge nel provvedimento di sequestro. Fra proprietario delle particelle catastali e Comune di Realmonte, da tempo, è in corso una diatriba anche giudiziaria. 

La Procura di Agrigento

Come scrivono i magistrati dalla Procura di Agrigento, che domani mattina terranno una conferenza stampa, "iI sito viene rivendicato come di proprietà dell'indagato che ne detiene il possesso di fatto. L'indagato, da parte sua, senza avere mai effettuato alcuna opera a protezione del sito, sia dal punto di vista della tutela paesaggistica che della messa in sicurezza, ha avanzato pretese di carattere economico sullo sfruttamento del sito e ha preteso di effettuare opere di recinzione dello stesso, così innescando un contenzioso con il Comune di Realmonte che ha contestato all'indagato la proprietà del bene".

L'indagine

L'indagine della Procura era stata aperta all'inizio dello scorso dicembre, a carico di ignoti, per inosservanza delle norme a tutela dei beni artistici, culturali ed ambientali sulla situazione nella Scala dei Turchi. Si erano, infatti, nei giorni immediatamente precedenti, registrati dei cedimenti dal costone di marna bianca.

Il procuratore Patronaggio: "Solo il custode pubblico può salvaguardare il sito"

"E' un sequestro d'urgenza, necessitato dal fatto che si sta approssimando la stagione turistica e che vi è un concreto pericolo per i turisti e per i bagnanti. La Scala dei Turchi è un bene che ha una valenza paesaggistica, storica, archeologica, geologica, è un sito molto fragile: abbiamo registrato atti di vandalismo, gente che porta via pezzi di marna, graffiti di dubbio gusto, buchi nella scogliera, carotaggi non autorizzati. E' un sito fragile perché dalla parte sommitale cadono dei massi che mettono in pericolo le persone, ma danneggiano la stessa marna bianca". Lo ha spiegato il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, che ha firmato il provvedimento di sequestro.
"Vi è un contenzioso fra l'indagato che si ritiene proprietario, senza alcun titolo per la verità di questo sito, e gli enti pubblici e il Demanio. Noi riteniamo che un bene che abbia questo valore storico, paesaggistico, geologico - ha spiegato Patronaggio - debba essere restituito alla mano pubblica. Abbiamo ipotizzato i reati di occupazione abusiva di Demanio, ma anche altri reati perché il possessore di fatto: l'indagato non ha mai tutelato questo bene, né da un punto di vista paesaggistico, né per quanto riguarda la tutela dell'incolumità. Riteniamo che soltanto un custode pubblico possa mettere in essere le misure volte a salvaguardare l'incolumità della gente, solo il custode pubblico può garantire che il sito non venga danneggiato e possa stabilire una ordinata fruizione al pubblico".

Sindaco: "La Scala è un bene pubblico"

Del sequestro ha parlato il sindaco di Realmonte, Lillo Zicari: "Sapevamo, come tutti, che la Procura stava indagando, ma certamente non immaginavamo che ci fosse il provvedimento di sequestro pronto. Da quello che ho capito, pare che si vada nella direzione auspicata dal Comune di Realmonte: affermare che la Scala dei Turchi è pubblica e non appartiene ad un privato", le sue parole. E ancora: "Qualche anno fa, organizzai una manifestazione pubblica portando sulla Scala dei Turchi i sindaci, i deputati. Siamo arrivati con le bandiere dello stato italiano e della regione affermando che la Scala dei Turchi apparteneva a tutti i cittadini. Nel 2017 abbiamo fatto un atto di citazione - ha aggiunto Zicari - affermando che il bene è pubblico e sembra che si vada verso questa direzione".

Assessore: "Ora progetto tutela"

A Zicari ha fatto eco l'assessore regionale all'Ambiente Toto Cordaro: "La decisione della Procura della Repubblica di Agrigento pone fine alla annosa controversia tra il Comune di Realmonte ed il presunto proprietario della Scala dei Turchi, bene naturale che da tempo la Regione ha sottoposto a vincolo paesaggistico", le sue parole. E ancora: "Adesso - ha proseguito - ci sono tutte le condizioni per elaborare e finanziare un progetto di tutela e, al tempo stesso, regolamentare la fruizione di uno dei tratti di costa più suggestivi dell'Isola, coniugando il diritto del visitatore con la conseguente esigenza della salvaguardia dell'area. La riservatezza che imponeva l'indagine della magistratura in corso ha suggerito al governo regionale di non replicare alle provocatorie dichiarazioni di chi, spesso, più che badare agli interessi generali, sembra salvaguardare solo i propri. Nelle scorse settimane, a Palazzo Orleans, il presidente della Regione Nello Musumeci aveva già incontrato i rappresentanti locali ed i tecnici per delineare un percorso virtuoso con l'obiettivo finale dell'apposizione del vincolo sulla spiaggia, ma anche per l'adozione di tutte le iniziative utili a proteggere la scogliera di marna bianca".

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