Traffico illecito di rifiuti: sequestrati 5 milioni di euro a un imprenditore nel Ragusano

Sicilia
Immagine di archivio (ANSA)

L’uomo di 71 anni era stato arrestato il 24 ottobre del 2019 durante l’operazione "Plastic Free". Il provvedimento, eseguito dalla Dia, ha permesso di requisire diverse aziende di riciclaggio di plastica, immobili, terreni, auto, contri correnti e disponibilità bancarie

La Dia di Catania ha eseguito un decreto di sequestro di beni per 5 milioni di euro a G.D., imprenditore 71enne di Vittoria (in provincia di Ragusa). L’uomo è stato arrestato lo scorso 24 ottobre insieme con il figlio e a C.C., ex collaboratore di giustizia, nell’operazione "Plastic Free". Il soggetto è accusato di diversi reati, tra cui traffico illecito di rifiuti aggravato.

L’operazione

Il provvedimento è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Catania. La Dia catanese ha dunque disposto il sequestro di diverse aziende operanti nel settore della raccolta e riciclaggio della plastica, immobili, terreni, autovetture, conti correnti e disponibilità bancarie. La ditta dell’imprenditore 71enne, in particolare, è specializzata nel settore del recupero e della trasformazione di materie plastiche. 
Dal punto di vista patrimoniale, è stata accertata l'assenza, per l'uomo e per i suoi familiari, di risorse lecite idonee a giustificare l'entità degli investimenti effettuati. Inoltre, è emersa una cospicua e generalizzata sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto.

I presunti rapporti dell'imprenditore con la Stidda

Il tribunale di Catania, dopo aver valutato gli elementi forniti dalla Dia e dalla procura, ha ritenuto sussistente la "pericolosità sociale qualificata" dell’imprenditore, il quale viene considerato contiguo alla Stidda che opera nel territorio di Vittoria dagli anni '90. Secondo quanto accertato durante indagini compiute in passato, l’uomo avrebbe avuto significativi rapporti con l'associazione di stampo mafioso e avrebbe offerto rifugi e covi per i latitanti, mettendo a disposizione la propria casa per le riunioni tra gli esponenti dell'organizzazione mafiosa di Vittoria e quelli appartenenti ad altri clan. Numerosi collaboratori di giustizia hanno inoltre affermato che G.D. si sarebbe arricchito utilizzando il denaro frutto delle estorsioni gestite dal gruppo Dominante-Carbonaro che, decimato dalle sentenze di condanna e paventando provvedimenti restrittivi, aveva affidato il proprio capitale a persone insospettabili, affinché lo reinvestissero in attività economiche apparentemente lecite.  

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