Marsala, buste paga falsificate: chiesta condanna per un panettiere

Sicilia
Foto di archivio (Fotogramma)

Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe versato ai dipendenti, spesso costretti a lavorare più ore del dovuto, cifre inferiori a quelle riportate sui documenti. Le differenze retributive contestate dall'accusa ammontano a oltre 330 mila euro 

La condanna a quattro anni e mezzo di carcere è stata chiesta dal pubblico ministero Francesca Ferro per G. B., 60 anni, uno dei più noti panificatori di Marsala, processato davanti al giudice monocratico Iole Moricca con l'accusa di estorsione continuata in danno di diversi dipendenti.

Le accuse al panettiere

Secondo l'accusa, avrebbe versato ai dipendenti, spesso costretti a lavorare più ore del dovuto, cifre inferiori a quelle segnate in busta paga. Alcuni avrebbero lavorato anche "in nero". A chi si lamentava avrebbe detto: "Se non ti sta bene, te ne vai. Le condizioni sono queste". Per l'accusa, dunque, la minaccia era quella del licenziamento. Giuseppe Bonafede è stato anche presidente dell'Associazione panificatori marsalesi e anche del Marsala Calcio. Ammontano a oltre 330 mila euro le differenze retributive contestate dall'accusa nel processo. Il calcolo è stato effettuato dal consulente tecnico nominato dalla Procura. L'indagine è stata avviata nel gennaio 2016 dalla sezione di pg della Guardia di finanza della Procura di Marsala.

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