Catania, sequestrato bar illegale gestito da due bambini

Sicilia
Il bar sequestrato (ANSA)

Denunciato il padre e un fratello maggiorenne per vendita e cessione di fuochi d'artificio a minori di anni 18, invasione di edifici e terreni pubblici, sfruttamento del lavoro minorile e mancanza della tabella dei giochi proibiti

Nel rione Librino, a Catania, due fratelli di 9 e 10 anni gestivano un bar con annessa sala giochi e rivendita di fuochi d'artificio in un locale costruito abusivamente. La struttura è stata scoperta e sequestrata dalla polizia, durante dei controlli straordinari disposti dal questore cittadino Mario Della Cioppa per contrastare l'illegalità nel quartiere. Sono inoltre stati denunciati il padre e un fratello maggiorenne per vendita e cessione di fuochi d'artificio a minori di anni 18, invasione di edifici e terreni pubblici, sfruttamento del lavoro minorile e mancanza della tabella dei giochi proibiti. Il genitore è stato anche denunciato per accensione di fuochi d'artificio in luogo pubblico senza autorizzazione.

L'intervento delle forze dell'ordine

Le forze dell’ordine hanno trovato i due bambini in servizio: uno davanti alla macchina dei caffè, l’altro in sala. Gli agenti hanno denunciato il padre e un fratello maggiorenne. Durante gli accertamenti uno dei due fratellini, evidentemente infastidito dal controllo di polizia che era in corso, ha acceso dei fuochi d'artificio dentro il locale e in strada. Secondo gli investigatori, il gesto era un segno di protesta atto a rallentare le operazioni. I piccoli, avendo meno di 14 anni, come previsto dalla legge, non sono penalmente perseguibili.
Nel locale è stato inoltre trovato quello che la questura ha definito "un ingente quantitativo di fuochi d'artificio", sequestrato penalmente e affidato al nucleo artificieri della polizia per la distruzione.

L’organizzazione del locale

I due minorenni servivano cappuccini, caffè, ma anche bevande alcoliche agli avventori e gestivano la cassa, lavorando in luoghi non salubri e non sicuri e utilizzando prodotti alimentari surgelati che non erano stati contrassegnati come tali nei menù a disposizione dei clienti. Il tutto avveniva con l’assenso del padre e di un fratello maggiorenne, entrambi denunciati. L'esercizio era stato allestito occupando illegalmente il suolo pubblico. Compariva inoltre un'ampia veranda, chiusa sulla strada. In una parte all'interno di un locale a piano terra (di proprietà del Comune di Catania, occupato abusivamente), era stata realizzata una sala giochi.

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