Catania, incendio alla Porta Garibaldi: è l’ennesimo atto vandalico

Sicilia

A denunciare l'accaduto è stata l'associazione Acquedotte Arte, Architettura, Aree Urbane, che utilizza il locale interno alla struttura. "Non ci rassegniamo a questo autolesionismo e andiamo avanti con orgoglio e dignità", le parole del sindaco Pogliese

Ancora atti vandalici ai danni della Porta Garibaldi di Catania. Il piccolo locale interno alla struttura, utilizzato dall'Associazione Acquedotte Arte, Architettura, Aree Urbane per i laboratori con i ragazzi del quartiere, è stato dato alle fiamme la notte scorsa da ignoti. L’incendio, che ha provocato ingenti danni all’edificio, è stato poi spento dai vigili del fuoco.
A denunciare l’accaduto è stata la stessa associazione tramite un post su Facebook. "L’ennesimo raid vuole vanificare ogni tentativo di riqualificazione dell'intera zona, mortificata quotidianamente da atti vandalici, episodi di violenza, comportamenti in dispregio di qualsiasi elementare regola di convivenza civile", si legge.

Le parole del sindaco Pogliese

In seguito all’incendio, il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, ha disposto un sopralluogo immediato dei tecnici comunali. "Già domani mattina avranno inizio i lavori di ripulitura e ristrutturazione dei locali interni alla Porta Ferdinandea, il nostro Fortino, ancora una volta gravemente danneggiato da inqualificabili raid vandalici che hanno sfregiato uno dei nostri monumenti più belli", ha fatto sapere il primo cittadino. "Purtroppo - ha aggiunto - i danni sono ingenti. Tuttavia, in una decina di giorni di lavori contiamo di potenziare l'illuminazione e riconsegnare i locali ripuliti e riqualificati dall'incendio ignobilmente appiccato. Non ci rassegniamo a questo autolesionismo e andiamo avanti con orgoglio e dignità, anche contro il volere di questi delinquenti che non amano la nostra città, per non fare perdere la speranza alla stragrande maggioranza dei catanesi che vogliono vivere in un contesto civile e rispettoso dei beni pubblici", ha concluso Pogliese.

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