Accoltellata dall'amante nel Palermitano: era incinta

Sicilia

Il cadavere è stato trovato lungo la strada statale 113 nelle campagne tra Balestrate e Partinico. Il presunto assassino, un imprenditore 51enne, ha confessato: avrebbe tolto la vita alla giovane in seguito a un brusco litigio

Ana Maria Lacramioara Di Piazza, 30enne di origini romene e residente a Giardinello, in provincia di Palermo, è stata uccisa ieri mattina a coltellate e colpi di bastone. Il cadavere è stato ritrovato nelle campagne tra Balestrate e Partinico, nel Palermitano, lungo la strada statale 113. I carabinieri hanno già fermato il presunto assassino. Si tratta di A.B., un imprenditore 51enne di Partinico, con il quale la vittima aveva da un anno una relazione, che ha confessato di averla uccisa ed è stato portato in carcere. Davanti alle forze dell’ordine, l’uomo ha ricostruito la dinamica del delitto. È accusato di omicidio, occultamento di cadavere e procurato aborto. L’autopsia sul corpo della giovane dovrà stabilire se la donna aspettasse un figlio.

Il resoconto del presunto killer

Secondo quanto raccontato dall'indagato, ieri verso le 7 i due si sono incontrati allo svincolo di Partinico, dove la donna è salita a bordo di un furgone bianco diretto verso Balestrate. Stando al 51enne, la vittima gli aveva chiesto dei soldi - circa 3 mila euro - dicendogli che altrimenti avrebbe raccontato della loro relazione alla moglie, e la sera prima lui aveva promesso di darglieli. Arrivati in una zona dove l'imprenditore, che ha una ditta che realizza piscine, aveva un cantiere, l'uomo ha preso un coltello da cucina con lama seghettata e ha colpito la donna alla pancia. Lei ha tentato di fuggire e l'uomo l'ha rincorsa, facendola risalire sul furgone e promettendole che l'avrebbe portata in ospedale. Sono le 7.38: la scena viene ripresa dalla videocamera e nel filmato si vede e si sente la donna urlare "Ma che fai, aspettiamo un bambino, io ti amo". L'imprenditore pare calmarsi, ha fatto risalire Ana sul furgone e si è diretto verso l'ospedale. Sono le otto e i due sono nei pressi del ponte dell'autostrada all'altezza di Partinico. Qui il furgone si è fermato, la 30enne ha aperto lo sportello e ha tentato di fuggire. Viene vista, insaguinata e con i vestiti strappati, da una donna, che darà l'allarme ai carabinieri che cominciano a indagare. 

L'omicidio

L'uomo ha preso un bastone e ha colpito la vittima più volte alla testa, poi le ha tagliato la gola. Ha avvolto il cadavere in lenzuola e coperte, ha legato tutto con una corda e ha nascosto il corpo in campagna ricoprendolo di sterpaglie. Poi è risalito sul furgone e si è allontanato. Nel pomeriggio è stato fermato e portato in caserma per essere interrogato. Alle 17.20 il proprietario della villa che ha il sistema di videosorveglianza si presenta alla caserma dei carabinieri di Balestrate portando la memoria con le immagini. L'imprenditore confessa.

Il ritrovamento del cadavere e dell’arma

I militari sono riusciti a ritrovare il corpo legato della donna, nascosto in un telo in mezzo al verde sotto le frasche nelle campagne tra Balestrate e Partinico. Poi, è stato rintracciato il furgone dell'imprenditore, che dopo l'omicidio ha fatto colazione in un bar, è andato dal barbiere, ha ripulito il mezzo e iniziato i propri incontri di lavoro.
I militari hanno infine trovato la lama sporca di sangue, utilizzata per accoltellare la vittima, che A.B. avrebbe gettato via dopo l’aggressione.

Le parole dell'indagato

L'uomo nella sua confessione ha detto: "Dal primo rapporto lei ha cominciato a chiedermi soldi, dicendomi che altrimenti mi avrebbe rovinato. Io glieli davo e continuavamo a vederci e ad avere rapporti, anche se non molto di frequente. Io le dicevo che avevo difficoltà economiche. Non so dire se avesse prove contro di me che poteva riferire a mia moglie. Giovedì sera mi aveva chiesto 3mila euro". "Due settimane fa - continua l'indagato - lei era in Romania e mi ha mandato un messaggio in cui mi ha scritto che si era fatta tutti gli esami perché era svenuta e aveva scoperto di essere incinta. Mi ha detto che il figlio era mio e che non poteva portare avanti la gravidanza perché già aveva un figlio e la madre l'avrebbe mandata via di casa". La madre della vittima, interrogata dai carabinieri, ha spiegato di sapere che il giorno dell'omicidio la figlia avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento di day hospital. 

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