La Regione siciliana condannata per la morte di un uomo ucciso da un cinghiale

Sicilia

Secondo il giudice monocratico del Tribunale di Palermo, Monica Montante, la Regione non avrebbe attuato "piani di intervento mirato che avrebbero potuto evitare l'evento dannoso". L'assessorato all'Agricoltura dovrà pagare oltre 371 mila euro ai familiari 

Non ha preso provvedimenti tali da fermare la proliferazione dei cinghiali nelle Madonie: per questo la Regione siciliana è stata condannata a pagare i danni ai familiari di Salvatore Rinaudo, 77enne rimasto ucciso nel 2015 a causa dell’attacco di un cinghiale. Durante l’incidente, avvenuto nella campagna di proprietà dell’uomo a Cefalù (Palermo), era rimasta ferita la moglie della vittima, accorsa sul posto dopo aver sentito le urla del marito.

La condanna

La condanna è stata emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Palermo, Monica Montante, secondo cui la Regione non avrebbe attuato "piani di intervento mirato che, ove posti in essere, avrebbero potuto evitare l'evento dannoso, di per sé prevedibile sotto il profilo della imputabilità soggettiva". Il giudice ha accolto la tesi dei legali della famiglia, Giuseppe Muffoletto, Maurizio Di Chiara e Sonia Lecca, secondo i quali l'eccessivo numero di cinghiali rappresenta un grave pericolo, e ha disposto che l'assessorato all'Agricoltura debba pagare oltre 371 mila euro ai familiari della vittima.

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