Marsala, sequestrato un chilometro e mezzo di reti calato illegalmente

Sicilia

La guardia costiera ha evitato che il pescato, intriso del gasolio rilasciato dalle navi nelle acque del porto, potesse essere immesso sul mercato. Le reti non erano segnalate e rappresentavano un pericolo per la navigazione 

La guardia costiera ha scoperto e sequestrato oltre un chilometro e mezzo di reti da pesca "da posta" del tipo "a tremaglio", calato illegalmente nelle acque del porto di Marsala. I militari hanno anche liberato tutti i pesci rimasti impigliati. Le reti, posizionate in luoghi non consentiti dalla legge, non erano segnalate "e costituivano, pertanto - si sottolinea in una nota dell'Ufficio circondariale marittimo di Marsala - grave pericolo per la sicurezza della navigazione per tutte le unità in transito".

Pescato stava per essere immesso sul mercato

La guardia costiera ha inoltre evitato che il pescato potesse essere immesso sul mercato: si trattava infatti di pesci intrisi del gasolio che navi e pescherecci rilasciano nelle acque del porto e che quindi avrebbero rappresentato "potenziali pericoli per i consumatori, senza le dovute garanzie di tracciabilità e rintracciabilità".

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