Lampedusa, donna uccisa da auto pirata: arrestato il conducente, era senza patente

Sicilia
Foto di Archivio (Agenzia Fotogramma)

La 49enne è stata investita da un piccolo fuoristrada Suzuki Santana. In manette un ragazzo di 23 anni: è stato rintracciato dai carabinieri e interrogato per tutta la notte

Tragedia a Lampedusa. Una donna di 49 anni, Fulvia Morando, di Pinerolo in provincia di Torino, è morta dopo essere stata investita a Lampedusa da un'auto verso le 23 di ieri, domenica 31 agosto. In manette è finito un ragazzo di 23 anni, accusato ora di omicidio stradale. Da quanto accertato dai carabinieri, il ragazzo guidava senza patente perché mai conseguita. A quanto pare, al giovane la macchina era stata prestata appena un paio di giorni prima dal proprietario. Il 23enne è stato posto ai domiciliari.

La dinamica della tragedia

Da quanto ricostruito, la donna era atterrata assieme a un collega, e non con il marito come precedentemente riportato, alle 21 con l'aereo proveniente da Torino. I due erano usciti dal residence dove alloggiavano per fare la prima passeggiata in centro. Mentre la donna camminava è stata investita da un piccolo fuoristrada Suzuki Santana ed è finita contro un palo. Il conducente dopo poche decine di metri ha fermato l'auto ed è fuggito insieme ad altre persone che erano a bordo. I carabinieri hanno rastrellato l'isola e individuato sei o sette persone: qualcuno aveva assistito all'incidente, altri erano arrivati subito dopo. L'unica informazione utile acquisita dai militari è stata che la macchina era nera. Nessuna indicazione sul modello o sulla targa. Poi, è stato rintracciato il 23enne. La vittima è stata portata con una ambulanza nel pronto soccorso dove è stata constatata la morte. Il collega, sotto choc, è rimasto per qualche ora al pronto soccorso e poi i carabinieri lo hanno accompagnato in caserma per acquisire informazioni sulla dinamica dell'incidente.

Il ricordo della sorella

"Si è incamminata sulla strada di tutte le risposte che un essere umano si fa lungo la sua vita", afferma la sorella della vittima. Quest'ultima viveva con la famiglia a Pinerolo e lavorava nel Caf della zona. "Era - aggiunge la sorella - appassionata di montagna. Le piacevano gli spazi aperti e si dedicava agli altri. Era la più piccola, ma per noi un punto di riferimento. Faceva il suo lavoro con passione e dedizione, aiutando le persone a capire come rapportarsi con la burocrazia", aggiunge la donna, che sta andando a Lampedusa con il cognato, marito della vittima. "Non posso perdonare il pirata della strada che l'ha investita. Avrebbe dovuto perlomeno fermarsi e prestarle soccorso", conclude.

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