Catania, mafia: confiscati beni per 10 milioni a Vincenzo Ercolano

Sicilia

Al centro dell'inchiesta della Dda la società Geotrans Srl costituita nel 1993 e operante da anni nel settore del trasporto su gomma e della logistica 

Beni per 10 milioni di euro sono stati definitivamente confiscati dalla Dia di Catania a Vincenzo Enrico Augusto Ercolano, 49 anni, figlio del boss deceduto 'Pippo' e di Grazia Santapaola, sorella di Benedetto, ai vertici di Cosa nostra etnea e condannato all’ergastolo. Il provvedimento è stato emesso dalla Corte d'appello di Catania dopo la sentenza della Cassazione e dispone per il 49enne anche la sorveglianza speciale, con l'obbligo di soggiorno nel comune di residenza, per tre anni, oltre al versamento di una somma di 20.000 euro a titolo di cauzione. Applicati inoltre i limiti previsti dal codice antimafia: divieto di conseguire licenze, autorizzazioni, concessioni, di iscriversi negli elenchi di appaltatori o di fornitori di opere, beni e servizi per la pubblica amministrazione e qualsiasi tipo di erogazione pubblica.

Le indagini

Il provvedimento si inserisce nell'ambito delle indagini portate avanti dalla Dia sui rapporti tra i clan camorristici dei Casalesi e dei Mallardo di Giuliano con la 'famiglia' dei Santapaola-Ercolano. Al centro dell'inchiesta della Dda di Catania la società Geotrans Srl, che Vincenzo Ercolano, nonostante detenesse solo il 50% delle quote, gestiva interamente, utilizzando metodi mafiosi, imponendo le tariffe di mercato e impedendo la libera attività del settore. Ercolano avrebbe anche utilizzato altre ditte per tornare in possesso di patrimonio aziendale e clienti della Geotrans dopo che era stata sequestrata. L’inchiesta portò nel 2006 all'operazione "Sud Pontino" e alla "Caronte" del 2014. In particolare col blitz "Sud Pontino" fu smantellato un sodalizio criminale con al centro l'importante Mercato Ortofrutticolo di Fondi (Latina) e fece emergere la figura di Ercolano come gestore nel settore dei trasporti per conto della mafia.

Le società confiscate

La confisca riguarda le società Geotrans Srl, costituita nel 1993 e operante da anni nel settore del trasporto su gomma e della logistica, divenuta, in breve tempo, leader in tutta la Sicilia; Geotrans Logistica Frost Srl, società controllata dalla Geotrans Srl per il 99% e per l'1% da Vincenzo Enrico Augusto Ercolano, costituita nel 2009 da altri soci, che, successivamente, cedevano le proprie quote agli Ercolano; R.C.L, società costituita nel 2014 da alcuni dipendenti della Geotrans Srl; E.T.R. di Cosima Palma Ercolano, impresa individuale costituita nel 2001 e attiva nell'autotrasporto per conto terzi. Il valore del patrimonio confiscato è stimato dalla Dia in circa dieci milioni di euro.

Le parole del ministro degli Interni, Matteo Salvini

Ha commentato l'operazione anche il ministro degli Interni, Matteo Salvini: "A Catania la Dia ha confiscato beni per 10 milioni a Vincenzo Ercolano, figlio di un boss storico del clan Santapaola. La guerra contro la mafia non si ferma! Grazie a Forze dell'ordine e inquirenti", le sue parole.

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