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Paternò, sequestrata cava di pietra lavica senza autorizzazioni

Foto di archivio (ANSA)
1' di lettura

La cava era stata trasformata in una discarica abusiva di rifiuti speciali. Vi erano impiegati lavoratori in nero e non era autorizzata all’estrazione della pietra 

Una cava di pietra lavica situata in contrada Patafurna a Paternò (Catania) è stata sequestrata dai carabinieri. La cava, con un’estensione di circa 4mila metri quadri, era stata trasformata in una discarica abusiva di rifiuti - classificati speciali e quindi pericolosi per la salute pubblica - provenienti anche da altri siti di lavorazione. Inoltre, l'estrazione della pietra lavica non era prevista nelle autorizzazioni d'esercizio. L'amministratore unico e legale rappresentante della società "Gruppo La Vincente srl", con sede legale nel capoluogo etneo, è stato denunciato.

Lavoratori in nero

Non solo: i militari hanno rilevato come la società impiegasse sul posto quattro operai in nero e in assenza dei requisiti in materia anti infortunistica, con riferimento agli obblighi di formazione, informazione, addestramento e sorveglianza sanitaria. Per questo motivo sono scattati ammende per 8.700 euro, un provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale e una ulteriore maxi sanzione per il lavoro nero di 14.000 euro. Infine, sul posto era presente un impianto di videosorveglianza attivato senza le previste autorizzazioni dell'Ispettorato del Lavoro di Catania.
 

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