Napoli, le 5 mostre da non perdere a novembre

Campania
©Ansa

A Palazzo Fondi una mostra su Frida Kahlo che racconta la vita dell’artista e il grande amore con Diego Rivera. In occasione dei cento anni della scoperta della tomba, Napoli ospita la mostra itinerante su Tutankhamon

Tra le mostre di novembre nel capoluogo partenopeo e dintorni, a Palazzo Fondi ne è stata allestita una su Frida Kahlo che racconta la vita dell’artista e il grande amore con Diego Rivera. In occasione dei cento anni della scoperta della tomba, invece, Napoli ospita la mostra itinerante dedicata al faraone Tutankhamon.

Mostre Novembre 2021

“Frida Kahlo – Il caos dentro” dall’11 settembre a Palazzo Fondi

Al Palazzo Fondi di Napoli, dall’11 settembre, è in scena la mostra “Frida Kahlo – Il caos dentro”, organizzata in sezioni tematiche per accompagnare il visitatore nell’esistenza caotica della pittrice messicana, con un focus sul suo grande amore Diego Rivera, tra i principali ispiratori dell’arte muralista.

“Naples. Sense of place” al Mann

“Naples. Sense of place”, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli 52 scatti di Alex Trusty invitano i visitatori a scoprire la città e il suo genius loci. Dal volto di Pier Paolo Pasolini sul tufo dei palazzi del centro storico alla visione di Capri distesa nel mare del Golfo, dal Vesuvio coperto di nuvole alla Gaiola: nelle immagini in bianco e nero Napoli si mostra al di là degli stereotipi, con le sue atmosfere uniche e poche le presenze umane poiché l'obiettivo è tutto concentrato sul potere evocativo dei luoghi. Nello scatto dedicato al Mann i due celebri Corridori della Villa dei Papiri. L'itinerario fotografico è ospitato nella sala del Toro Farnese fino al 6 gennaio 2022.

“Tutankhamon – Viaggio verso l’eternità” a Napoli

Napoli dal 23 ottobre ospita la mostra itinerante “Tutankhamon - viaggio verso l'eternità” e riscopre il profondo legame con la cultura egizia. Organizzata da Innovation, con il patrocinio dell'assessorato all'Istruzione, alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, la mostra curata da Clarissa Decembri giunge in vista dei cento anni dalla scoperta della tomba più famosa della storia dell'egittologia. Gli organizzatori in una nota scrivono: “A Napoli è possibile ammirare oltre 100 riproduzioni dei reperti più importanti trovati nella tomba di Tutankhamon, realizzati a Il Cairo in collaborazione con il Ministero delle Antichità Egizie, tra cui il trono d'oro, il carro da guerra, i sarcofagi, i vasi canopi e la famosa maschera d'oro, ed oltre 60 reperti originali provenienti dalla collezione egizia del Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Nel reparto dedicato alla mummificazione il visitatore può osservare e comprendere le varie fasi dell'imbalsamazione. Grazie a ricostruzioni scenografiche ed all'applicazione della realtà virtuale, realizzata da Unsquare Life, il visitatore può vivere l'emozione provata dall'archeologo Howard Carter nel novembre 1922, quando scoprì il primo gradino di accesso alla faraonica sepoltura nella Valle dei Re, capirne i misteri e lasciarsi affascinare dal mito della maledizione del faraone. Indossando un visore e manovrando i controller, il visitatore è catapultato nell'ambiente ricostruito della tomba di Tutankhamon e può soffermarsi sui singoli oggetti del corredo funerario". A raccontare l'esposizione è Carter stesso, interpretato da Bruno Santini, il cui ologramma, presente in vari punti della mostra, è stato realizzato da Image Project. Per far apprezzare la mostra anche ai più piccoli, è stato strutturato un percorso ad hoc per bambini e ragazzi con didascalie e supporti visivi mirati.

Nabi ArtGallery e OFF Gallery: “Purgatorio” di Emanuele Scuotto

Aperta alla Nabi ArtGallery, e dal 29 ottobre presso la OFF Gallery, la mostra Purgatorio, personale di Emanuele Scuotto a cura di Azzurro Immediato e visitabile fino a dicembre. Con sculture e installazione, la mostra si articola attorno il culto antico delle Anime del Purgatorio, lettura metaforica di un rituale da sempre osteggiato e oggi destinato a scomparire, con una moltitudine di nessi con il nostro tempo, attraverso la materia scultorea. L'argilla nera racconta infatti le viscere magmatiche partenopee e l'universo onirico e mistico ad esse legate. Una dualità che si rispecchia, nei due luoghi espositivi, molto differenti, una project room creata in NabiInterior Design per accogliere i nuovi lavori, e uno spazio espositivo che s inabissa nella Napoli ipogea, la OFFGallery. Nel programma sviluppato tra i due poli anche un incontro con l'antropologo Stefano De Matteis, conversazione nella quale Scuotto con il suo Dna marcatamente napoletano, parlerà di luce e ombra e del il suo pane quotidiano, la scultura. NABI Art Gallery è una project room interamente dedicata alla scultura, alla pittura, alla fotografia, che trova posto all'interno di NABI Interior Design in via Chiatamone. Off Gallery è nel cuore del centro antico di Napoli, a un passo dalla Cappella Sansevero. Una colonna greca, scoperta quasi per caso, accoglie il visitatore in uno spazio dal forte carattere, carico di memorie e suggestioni, dove il passato che affiora dialoga con le opere degli artisti contemporanei in mostra. Il catalogo, contenente i testi critici di Azzurra Immediato, Alba La Marra e Stefano De Matteis sarà presentato in occasione del finissage della mostra.

“Aniello Falcone, il Velázquez di Napoli” al Museo Diocesano

Fino al 22 gennaio 2022 napoletani e turisti potranno ammirare le opere di Aniello Falcone esposte nell'ambito della mostra “Aniello Falcone, il Velázquez di Napoli” allestita al Museo Diocesano. L'esposizione è stata inaugurata oggi alla presenza dell'arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia, e delle istituzioni cittadine e regionali. Sebbene Aniello Falcone (1607-1656) sia uno dei più grandi pittori napoletani della prima metà del Seicento, non gli era mai stata dedicata una mostra né uno studio monografico. Prendendo spunto dal restauro appena concluso del suo capolavoro, il Riposo dalla fuga in Egitto del Museo Diocesano di Napoli, la mostra, curata da Pierluigi Leone de Castris, ambisce a riunire attorno ad esso oltre venti opere di questo protagonista del 'secolo d'oro' dell'arte napoletana: dalle tele di soggetto sacro alle battaglie e alle nature morte, e a proporre un percorso esteso alle chiese di Napoli che ancora conservano dipinti a fresco di Falcone da San Giorgio Maggiore a San Paolo Maggiore al Gesù Nuovo. Il restauro del Riposo ha consentito inoltre di riportare alla versione originale il lavoro di Aniello Falcone scoprendo il velo sul seno che allatta coperto in un momento successivo alla sua realizzazione. Le sue opere mature, dallo splendido Riposo dalla fuga in Egitto dipinto per Gaspare Roomer (1641), fino agli affreschi realizzati per lo stesso Roomer nella villa poi Bisignano a Barra (1640-43) e alle tante Battaglie oggi disperse tra i musei e le collezioni private d'Europa e d'America, sono la migliore testimonianza di uno straordinario equilibrio e capacità di sintesi tra naturalismo, classicismo e aperture pittoriche che fanno di Falcone uno degli artisti più originali della Napoli del Seicento, il vero "Velázquez di Napoli".

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