Whirlpool, terminata la protesta dei lavoratori al porto di Napoli

Campania
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È previsto un incontro in videoconferenza la mattina del 16 settembre per "l'avvio della fase amministrativa relativa alla procedura di licenziamento collettivo attivata da Whirlpool Emea spa". Gli operai stanno rientrando nello stabilimento si via Argine. Il blocco dell'ingressi degli automezzi al Varco Bausan del Porto ha provocato lunghe code dei tir che erano in attesa di imbarcarsi

È terminata la protesta a Napoli dei lavoratori della Whirlpool al porto. La decisione, a quanto si apprende da fonti sindacali, è scaturita in seguito alla convocazione giunta dal Ministero del Lavoro (d'intesa con il Mise e la Regione Campania) per un incontro in videoconferenza il 16 settembre alle 10.30 per "l'avvio della fase amministrativa relativa alla procedura di licenziamento collettivo attivata da Whirlpool Emea spa". La convocazione è rivolta all'azienda e ai sindacati dei metalmeccanici. Gli operai stanno intanto rientrando nello stabilimento si via Argine. Il blocco dell'ingressi degli automezzi al Varco Bausan del Porto ha provocato lunghe code dei tir che erano in attesa di imbarcarsi.

La protesta

Quest'oggi gli operai sono partiti in corteo da via Argine, dove si trova lo stabilimento, e hanno raggiunto il varco Bausan del porto del capoluogo campano.I lavoratori si sono fermati e hanno bloccato l'entrata e l'uscita degli automezzi. "Duecento lavoratori della Whirlpool, dopo l'assemblea con Fim Fiom Uilm, escono a protestare in strada per ricordare al governo che tra due settimane scade il termine per i licenziamenti e tutte le soluzioni e gli impegni presi devono essere concretizzati al più presto". Così in una nota Antonio Accurso, segretario generale aggiunto Uilm Campania. "Ancora nessuna convocazione da parte del governo, non possiamo permettere che mentre il dottore studia il malato muoia". 

Fiom: "Governo acceleri su impegni assunti"

"Oggi siamo stati costretti di nuovo a scendere in strada, perché l'incontro promesso dalla viceministra tra fine agosto e inizio settembre a tutt'oggi non è stato ancora convocato". Così il segretario generale della Fiom Cgil di Napoli, Rosario Rappa. "Il 15 settembre - ha annunciato Rappa - andremo a Roma con tutti i lavoratori. Auspichiamo che quell'incontro blocchi la procedura. Per noi la vertenza finisce solo quando tutti i lavoratori riprenderanno a lavorare a via Argine. Il governo, compreso il premier Draghi, deve accelerare tutto ciò che si è impegnato a fare".

Fim Cisl: "Governo convochi tavolo" 

"Le lavoratrici e i lavoratori di via argine continuano a dimostrare la propria rabbia nei confronti del silenzio assordante dei Ministri e del Governo. La nostra richiesta è che il Governo riconvochi il tavolo dopo i titoloni sulla stampa dei mesi scorsi". È quanto ha affermato oggi Biagio Trapani, segretario generale della Fim Cisl Napoli. "Le vertenze si affrontano ai tavoli, utilizzare titoloni privi di contenuti non serve a dare futuro a queste famiglie e non aiutata a mantenere un clima sereno. A pochi giorni dalla scadenza da quelli previsti dalla procedura, ci aspettiamo azioni diverse oltre alla solidarietà. Alle parole corrispondano i fatti, il Governo stia dalla parte giusta stia con le lavoratrici e i lavoratori di via Argine che chiedono il rispetto della loro dignità. La multinazionale ritiri la procedura e si riprenda il tavolo subito, il tempo non è una variabile indefinita, scorre e la procedura di licenziamento avviata deve essere fermata". E ancora: "Noi come Fim insieme alla Cisl e alle altre organizzazioni non lasceremo soli un secondo i lavoratori e le lavoratrici della Whirlpool di Napoli, dove ogni posto di lavoro è un presidio di legalità. Siamo convinti che anche le Istituzioni siano dalla parte della legalità, ma lo devono dimostrare. La vertenza Whirpool resta la vertenza emblematica per tutto il paese, crediamo sia necessario il ritiro da parte della multinazionale della procedura di licenziamento, non c'e tempo da perdere inutilmente, occorre ritornare al tavolo e creare condizioni di confronto con il governo per trovare una soluzione Industriale seria e stabile per i lavoratori di via Argine e dell'indotto".

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