Napoli, morto a 82 anni lo storico Nicola Tranfaglia

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Autore di studi sulla storia politica e istituzionale del Novecento italiano e specialista di storia del giornalismo, era stato ricoverato circa tre mesi fa nell'ospedale romano Umberto I dopo un'emorragia cerebrale, da cui non si era più ripreso

È morto a 82 anni lo storico Nicola Tranfaglia, autore di studi sulla storia politica e istituzionale del Novecento italiano e specialista di storia del giornalismo. La notizia è riportata da Il Mattino. L'annuncio della scomparsa è stato dato dalla Fondazione Paolo Muridi, di cui era presidente del comitato scientifico. La famiglia ha precisato all'Andkronos che il professore Tranfaglia era stato ricoverato circa tre mesi fa nell'ospedale romano Umberto I dopo un'emorragia cerebrale, da cui non si era più ripreso.

Lo storico Nicola Tranfaglia
Lo storico Nicola Tranfaglia - ©IPA/Fotogramma

Chi era Nicola Tranfaglia

Nato a Napoli il 2 ottobre 1938, Nicola Tranfaglia si era laureato nel 1961 in giurisprudenza alla Federico II, discutendo una tesi sulla storia della Corte costituzionale in Italia. All'inizio ricercatore alla Fondazione Luigi Einaudi, tre anni dopo assistente di Alessandro Galante Garrone alla cattedra di storia contemporanea dell'Università di Torino. Intellettuale di rilievo, da giovane fu collaboratore di “Nord e Sud”, la rivista meridionalista di Francesco Compagna, poi divenne docente di storia contemporanea all'Università di Torino e professore emerito dal 2007. È stato anche preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Ateneo torinese e ha fatto parte delle redazioni delle riviste “Studi storici” e “Passato e presente”, nonché del comitato scientifico della Fondazione nazionale Antonio Gramsci.

Gli studi e le opere

Studioso del movimento democratico e del fascismo, Tranfaglia ha indagato le radici storiche di fenomeni come il terrorismo, le mafie e il populismo e ha dedicato buona parte del suo lavoro alla storia del giornalismo: è autore della monumentale “Storia della stampa italiana” curata insieme con Valerio Castronovo per Laterza (sette volumi pubblicati tra 1976 e il 2002). Ha diretto grandi opere di critica e sintesi storiografica: “Il mondo contemporaneo” (19 volumi tra il 1978 e 1983 con La Nuova Italia); “La storia. I grandi problemi dal Medioevo all'età contemporanea” (con Massino Firpo, 10 volumi tra il 1986 e il 1988, Utet); “Storia d'Europa” (quattro volumi, con la curatela di Bruno Bongiovanni e Gian Carlo Jocteau, 1980, La Nuova Italia); “Dizionario storico dell'Italia unita” (Laterza, 1996).

L’attività politica

Lo storico ha avuto anche un'esperienza politica come deputato del Partito dei comunisti italiani, tra il 2006 e il 2008. Con l'Italia dei Valori è stato inoltre candidando alle elezioni europee nel 2009. Come giornalista ha invece collaborato con La Repubblica e L'Espresso.

Il ricordo dell'Università di Torino

L'Università di Torino, di cui era professore emerito di Storia, ricorda "il ruolo eminente avuto sia in ambito accademico sia nel rapporto costante e fruttuoso con il contesto più ampio del dibattito storiografico, culturale e politico di quasi cinquant'anni". Tranfaglia, aggiunge l'ateneo, "è stato il primo ad avviare un insegnamento di storia contemporanea a Torino nel momento in cui l'Università cercava di aprirsi ad un rinnovato rapporto con la società circostante e ad una più proficua sensibilità alle tematiche emerse dalla crisi politica e culturale degli ultimi anni 60". Di Tranfaglia l'Università ricorda anche la costante attività di ricerca, in primo luogo lo studio del fascismo attraverso contributi di rilievo nazionale e internazionale, basti ricordare la raccolta di saggi 'Dallo stato liberale al regime fascista' del 1973, ma anche sulla mafia, sulla storia della stampa e della magistratura. Si è inoltre impegnato politicamente nella sinistra locale e nazionale. "Nicola Tranfaglia - afferma il direttore del Dipartimento di Studi Storici, Gianluca Cuniberi - è stato determinante per l'istituzione del primo corso di laurea di studi storici. Con lo stesso spirito innovatore, è stato per due mandati preside nella fase della riforma dei corsi, nonché vicerettore delegato alla didattica e, più di recente, direttore del master di giornalismo Giorgio Bocca".

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