Proteste per il G20 a Napoli, lancio di oggetti contro la polizia. VIDEO

Campania

Momenti di tensione si sono verificati all'arrivo del corteo degli antagonisti in piazza Bovio. Dai manifestanti sono stati lanciate buste d'acqua, sacchetti dell'immondizia e altri oggetti contro i poliziotti. Stamattina i ministri dell’Ambiente di 20 Paesi si sono riuniti al Palazzo Reale

In occasione del G20 al Palazzo Reale di Napoli, apertasi quest’oggi alle 10 con la riunione dei ministri dell’Ambiente dei 20 grandi Paesi del mondo, circa duecento attivisti ambientali hanno bloccato per protesta stamani e contemporaneamente i terminal del porto di Napoli e una raffineria Q8 a San Giovanni a Teduccio. Occupate anche l'uscita autostradale a San Giovanni e la capitaneria di porto. Nel pomeriggio momenti di tensione in piazza Bovio dove sono stati lanciate buste d'acqua, sacchetti dell'immondizia e altri oggetti contro la polizia.

La protesta

Gli attivisti hanno protestato in mezzo alle carreggiate, creando non pochi problemi agli automobilisti, sfilando con cartelloni e striscioni che richiamano alla cura del pianeta Terra e al rispetto per l’ambiente. Uno in particolare recitava: “Il G20 balla sul Titanic. Salviamo il pianeta! Jatevene!” Sono poi stati utilizzati dei fumogeni rossi, mentre altre persone hanno distribuito ai conducenti delle vetture dei volantini contenenti i motivi della manifestazione.

Lancio di oggetti

Momenti di tensione si sono verificati all'arrivo del corteo degli antagonisti in piazza Bovio. La testa del corteo ha cercato di spostarsi verso via Depretis, con l'obiettivo di raggiungere piazza Municipio ed entrare nella zona rossa. La Polizia li ha fronteggiati con un doppio cordone di agenti del reparto mobile in assetto antisommossa, che avevano alle spalle furgoni cellulari messi di traverso sulla carreggiata. Dai manifestanti sono stati lanciate buste d'acqua, sacchetti dell'immondizia e altri oggetti contro i poliziotti, che si sono protetti con gli scudi.

Le reti sociali: "Stiamo affondando se non ci ribelliamo"

"Due azioni combinate - spiegano le reti sociali contro il G20 - per segnalare da un lato come i terminal siano delle vere e proprie bombe ecologiche per non parlare dell'impatto delle grandi navi. E dall'altro dell'impellenza di una svolta vera sull'abbandono dei combustibili fossili e di bonificare i territori come Napoli Est devastati da queste multinazionali e dai loro impianti". "Il G20 balla sul Titanic e noi tutte e tutti, parti di questa umanità che vive in terza classe, stiamo affondando insieme a tutto il pianeta se non ci ribelliamo a questo gruppo di autocrati che agisce soltanto in nome degli interessi e dei profitti delle multinazionali - sottolineano gli attivisti - Il continuo rinvio nel tempo degli obiettivi minimi sulla riduzione di Co2 e dei combustibili fossili, la costruzione ovunque di nuovi gasdotti, l'imperversare senza regole di attività e impianti inquinanti, il potere delle compagnie petrolifere e delle elite che grazie a esse costruiscono ricchezze senza fondo, il cinismo delle multinazionali e delle compagnie di trasporto che usano i paesi più poveri del mondo come discarica tossica, dimostrano che le retoriche in uso in questo momento a palazzo Reale siano semplicemente politiche di greenwashing, il tentativo di utilizzare l'allarme climatico e strumentalizzare la domanda di cambiamento solo per specularci sopra. La biografia del ministro italiano all'ambiente, Cingolani, una carriera nell'industria degli armamenti, è una perfetta fotografia dell'ipocrisia di questo consesso". Per le reti sociali "è urgente mettere invece in discussione questo modello di sviluppo per non lasciare alle nuove generazioni un mondo sempre più tossico e invivibile come ci dicono i disastri climatici che si riproducono continuamente proprio in questi giorni e l'emergere di nuove pandemie legate proprio alla distruzione degli ecosistemi".

"È urgente agire adesso"

"E' urgente agire adesso - concludono - Giustizia ambientale e giustizia sociale sono due lati della stessa medaglia. Le azioni di questa mattina sono un segnale che viene da territori che sanno benissimo cos'è la devastazione ambientale e ne hanno pagato sulla pelle un pezzo altissimo. Napoli est in particolare, ancora sacrificata ad essere discarica tossica e pericolosa delle multinazionali del fossile, con addirittura nuove proposte di impianti GNL, in attesa di una bonifica mai realizzata!"

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