Rapinatori si fingono finanzieri, tre arresti nel Casertano

Campania

Si sono finti militari della guardia di finanza e hanno assaltato una villa a Teverola, ma dopo 48 ore sono stati fermati dai carabinieri. Ancora ricercato un quarto complice

Si sono finti militari della Guardia di Finanza per assaltare una villa a Teverola (Caserta); dopo 48 ore dal fatto sono stati però arrestati dai carabinieri, che ne seguivano i movimenti dopo la denuncia delle vittime. In carcere sono finiti V. G., R. C. e R. V., residenti tra Napoli e Torre Annunziata; un quarto complice non è ancora stato individuato.

La rapina in villa

Le indagini dei carabinieri della compagnia di Aversa sono partite dalla denuncia dei due coniugi che risiedono nella villa presa di mira dai banditi. La coppia ha raccontato di essere stata rapinata da quattro persone presentatesi come militari della guardia di finanza. I finti finanzieri, muniti di pettorina d'ordinanza e con il volto nascosto da mascherina, avrebbero suonato il campanello di casa intorno alle 6 del mattino, e non appena aperta la porta, hanno subito rivelato le loro reali intenzioni: uno dei malviventi ha infatti puntato una pistola verso il padrone di casa, ordinandogli di aprire la cassaforte. Gli altri rapinatori hanno immobilizzato anche la moglie, mettendo poi a soqquadro l'abitazione in cerca di contanti e preziosi. Non contenti del denaro trovato, poco più di un migliaio di euro in contanti, i malviventi hanno preteso la consegna, entro due giorni, della somma di 100mila euro. In un primo momento sembravano intenzionati a rapire la donna e a scambiarla con il denaro, salvo poi desistere dal sequestro. A quel punto, dopo essersi assicurati che la coppia era immobilizzata, sono fuggiti ricordando alle vittime di preparare l'ingente somma da pagare.

L'arresto dei rapinatori

Due giorni dopo i banditi sono arrivati con un'auto noleggiata a casa della coppia, ma c'erano i carabinieri, che li hanno fermati; nell'auto dei rapinatori è stato rinvenuto il cellulare con all'interno la sim card utilizzata per contattare il telefono fisso dell'abitazione delle vittime; nelle abitazioni dei tre fermati sono state poi trovati e sequestrati due proiettili, uno calibro 7,65 Parabellum ed uno 7,65 G.F.L., un passamontagna di colore nero, una carta d'identità elettronica falsa ed altri due telefoni cellulari.

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