Whirlpool, a Napoli corteo degli operai. Sindacati incontrano console Usa

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Presenti anche delegazioni di lavoratori di altre aziende e dell'Embraco di Torino. Il corteo, partito dalla stazione di Mergellina, ha raggiunto la sede del Consolato statunitense dove si è tenuto un presidio. Al termine della protesta annunciate 4 ore di sciopero fino al 31 luglio e il blocco degli straordinari a tempo indeterminato

Corteo degli operai della Whirlpool quest'oggi sul lungomare di Napoli contro la decisione dell'azienda di chiudere, a ottobre, lo stabilimento di via Argine. I manifestanti hanno sfilato con striscioni, il tricolore, tamburi e le bandiere di Fiom, Fim e Uilm, oltre al cappello per proteggersi dal sole. Presenti anche bambini, nonni, figli e genitori degli operai che rischiano di perdere il lavoro per la decisone dei vertici aziendali di dismettere il sito partenopeo dove vengono prodotte lavatrici di alta gamma, una delle quali era disegnata su uno striscione con la scritta "Whirlpool Napoli non molla". Al termine della protesta, i lavoratori hanno annunciato quattro ore di sciopero fino al 31 luglio e il blocco degli straordinari a tempo indeterminato.(LA VICENDA)

Il corteo e l'incontro con il console Usa

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Stamattina, in piazza insieme con i lavoratori del sito produttivo di Napoli est c'erano anche gli operai degli altri stabilimenti Whirlpool in Italia. Sono arrivati in città, già da ieri, per mostrare vicinanza e solidarietà ai colleghi partenopei e contro il rischio che la multinazionale americana, un po' alla volta, decida di chiudere anche altre sedi. Delegazioni di lavoratori sono giunte da Varese, Melano, Siena, Comunanza, Pero e Cassinetta ma alla manifestazione hanno preso parte anche dipendenti di altre aziende e dell'Embraco di Torino. Il corteo, partito dalla stazione di Mergellina, ha raggiunto la sede del Consolato statunitense. Qui gli operai hanno sistemato alcuni strisioni in strada, hanno acceso dei fumogeni e poi hanno intonato l'inno di Mameli.

Dopo il presidio, alcuni rappresentanti dei sindacati hanno incontrato il console americano Patrick C. Horne. "Abbiamo presentato la richiesta di intervento e sensibilizzazione nei confronti della multinazionale americana affinché ritorni sui suoi passi e ritiri l'idea folle di chiudere lo stabilimento di Napoli - fanno sapere in una nota congiunta Fim, Fiom e Uilm - Il console si è dimostrato molto attento e ha dichiarato che trasferirà all'ambasciatore americano le nostre richieste".

Un momento del presidio davanti al consolato USA - ©Ansa

De Magistris: "No alla chiusura"

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"Noi li sosteniamo e li sosterremo sempre perché questa è una battaglia che non è senza speranza e mai come in questo momento, in fase di pandemia sanitaria e di epidemia sociale ed economica, non si può chiudere la Whirlpool di via Argine", ha commentato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che poi ha aggiunto: "Se con i 209 miliardi che stanno per arrivare dall'Europa grazie all'accordo sul Recovery Fund la risposta è 'chiudiamo le fabbriche nel Mezzogiorno d'Italia', allora non ci siamo. Questa è una battaglia che va vinta, non solo sostenuta", ha concluso il primo cittadino.

Cgil, Cisl, Uil Napoli: "Non arretreremo di un passo"

"Siamo ancora in piazza, al fianco dei lavoratori della Whirlpool, per ribadire ancora una volta che il sindacato e tutti i lavoratori di Napoli non intendono arretrare di un passo sulla loro determinazione nel difendere un presidio industriale al quale è legato anche il destino dell'area metropolitana e del Mezzogiorno". Questo è quanto affermano, invece, i segretari generali di Cgil Cisl Uil di Napoli, Walter Schiavella, Gianpiero Tipaldi e Giovanni Sgambati.

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