Santa Maria Capua Vetere, rientrata rivolta dei detenuti. Feriti otto agenti

Campania

Nella notte sei agenti sono stati aggrediti mentre oggi, secondo fonti sindacali della polizia penitenziaria, è scoppiata una protesta nel reparto Danubio

Non cala la tensione nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, dove nella notte sei agenti di polizia penitenziaria sono stati aggrediti da due detenuti extracomunitari mentre questa mattina è scoppiata una rivolta nel reparto Danubio, che ospita una cinquantina di detenuti. La protesta è poi rientrata nel pomeriggio, come confermato dal ministero della Giustizia.

Sul posto sono intervenuti Antonio Fullone, provveditore regionale delle carceri, Roberto Tartaglia, vice capo del Dap, e il procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere Alessandro Milita. "Il capo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Bernardo Petralia, ha immediatamente chiesto accertamenti urgenti", comunica, in una nota, il ministero. Lo stesso Petralia è atteso sul posto, a quanto fanno sapere dal Dipartimento. Intanto, mezzi della Polizia Penitenziaria "di rinforzo" sono arrivati al carcere di Santa Maria Capua Vetere, all'esterno del quale sono presenti le forze dell'ordine tra cui la polizia di Stato. Durante la rivolta molti agenti penitenziari sono usciti sul piazzale in segno di protesta. 

L'inchiesta

In questi giorni il carcere casertano è stato al centro di polemiche per un'inchiesta su presunti pestaggi avvenuti nell'istituto di pena lo scorso 6 aprile durante una protesta. Il reparto Danubio ospita detenuti protagonisti di intemperanze ma anche i carcerati provenienti dagli istituti di pena dove nei mesi scorsi, durante lockdown, ci furono rivolte e proteste (FOTO). I reclusi del carcere casertano che hanno denunciato i poliziotti per i presunti pestaggi dello scorso 6 aprile, inoltre, per motivi precauzionali sono stati messi in isolamento, allo scopo di evitare i contatti con gli agenti denunciati. 

Feriti otto agenti

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A quanto si apprende, sono otto gli agenti feriti: sei nella tarda serata di ieri, quando due detenuti extracomunitari del Reparto Danubio hanno aggredito gli agenti che li portavano in infermeria dopo che uno dei due aveva dato fuoco alla propria cella. Altri due agenti sono rimasti feriti stamani quando è scoppiata la rivolta nello stesso reparto, con decine di detenuti che si sono impossessati del reparto e gli agenti che si sono rifiutati di intervenire per non aggravare la loro situazione, essendo molti di loro già indagati per i presunti pestaggi. Tre agenti sono finiti in ospedale per le ferite riportate: uno lamenta un trauma cranico provocato da un colpo di sgabello. I detenuti sono stati denunciati all'autorità giudiziaria. Della vicenda è stato informato il provveditore regionale.

Il ministro della Giustizia Bonafede e il capo del Dap Petralia hanno poi telefonato ai poliziotti penitenziari feriti nel corso dei disordini. A tutti, secondo quanto si apprende da fonti del Dap, hanno espresso la loro vicinanza e la gratitudine per il coraggio e l'impegno dimostrati in una situazione particolarmente difficile e gravosa come quella di oggi. 

La nota del ministero

Come reso noto dal ministero, il vice capo del Dap, Roberto Tartaglia, "ha visitato il reparto Danubio dove si erano svolti i disordini e ha incontrato una nutrita rappresentanza di personale di Polizia Penitenziaria che lavora in quel reparto, ascoltando le loro istanze e soffermandosi in particolare sui problemi della struttura e sul lavoro del personale". 

Successivamente si è svolta una prima riunione alla quale hanno partecipato il Provveditore regionale della Campania, la Direttrice dell'istituto, il Comandante del reparto di Polizia Penitenziaria e i sanitari presenti. Nel frattempo, su disposizione del capo del Dipartimento Bernardo Petralia, il Gruppo Operativo Mobile della Polizia Penitenziaria sta inviando oltre 70 unità negli istituti della Campania. Petralia ha inoltre chiesto alla Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento del DAP di disporre l'immediato trasferimento fuori dalla regione dei detenuti coinvolti nei disordini.

Sindacato Spp: "Detenuti hanno le chiavi di un intero reparto, intervenga Bonafede"

Durante la rivolta, i sindacati avevano ripetutamente chiesto l'interveno del ministro Bonfede. "I colleghi si rifiutano di andare a fare servizio - ha raccontato all'Ansa Vincenzo Palmieri, sindacalista dell'Osapp, davanti al carcere mentre era in corso la protesta -. L'incriminazione principale è la presunta tortura, se sono indagati per tortura non possono entrare (durante la rivolta, ndr) altrimenti rischiano di aggravare la loro posizione a livello giudiziario". "Stanotte sono stati torturati nostri colleghi, presi a sprangate e feriti con le lamette. I torturati siamo noi e non loro", ha sottolineato il sindacalista Osapp.

Osapp: "Aggredito un altro agente"

"Uno dei due detenuti che la scorsa notte si sono resi protagonisti dell'aggressione a sei poliziotti della Penitenziaria - dice Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp, in un video postato su Youtube - ha colpito ancora: ha aggredito un altro agente che è stato soccorso con un'ambulanza. I poliziotti sono da soli ad affrontare queste emergenze e il ministro Bonafede è completamente assente".

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