Napoli, raid contro caserma: restano in carcere i due 20enni

Campania

La "stesa" contro il comando provinciale dei carabinieri di Napoli è avvenuta qualche ora dopo la morte del 15enne Ugo R., cugino di uno dei due, raggiunto e ucciso dai colpi di pistola sparati da un carabiniere di 23 anni durante la tentata rapina ai danni del militare

Disposta la misura cautelare del carcere nei confronti dei due ventenni, V. S. e G. G., finora sottoposti a fermo dalla procura di Napoli, con l'accusa di aver sparato quattro colpi di arma da fuoco contro la caserma Pastrengo di Napoli, nelle prime ore dello scorso primo marzo. La "stesa" contro il comando provinciale dei carabinieri di Napoli è avvenuta qualche ora dopo la morte del 15enne Ugo R., cugino di uno dei due, raggiunto e ucciso dai colpi di pistola sparati da un carabiniere di 23 anni, nella zona di Santa Lucia di Napoli, a cui il ragazzo di 15 anni voleva rubare l'orologio. Insieme a lui un 17enne che adesso è ristretto in un centro di accoglienza per minori.

Le accuse

I due sono accusati di concorso in porto e detenzione in luogo pubblico di arma da fuoco e di violenza privata. Contestata dagli inquirenti anche l'aggravante mafiosa. La decisione del gip Nicoletta Campanaro (33esima sezione) è arrivata dopo l'interrogatorio di garanzia dei due giovani, assistiti, rispettivamente, dagli avvocati Francesco Esposito e Tiziana De Masi, sostenuto in video conferenza dal carcere napoletano di Secondigliano. I due hanno chiesto e ottenuto dal gip di poter rilasciare dichiarazioni spontanee durante le quali hanno ammesso le proprie responsabilità. Il blitz, hanno riferito, sarebbe stato frutto della rabbia maturata per la morte del 15enne. Nessuna dichiarazione, invece, su come siano venuti in possesso della pistola. Il gip non ha applicato la misura cautelare per il reato, anche questo contestato dagli inquirenti, di violenza privata.

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