Ha favorito clan, ai domiciliari ex sindaco del Napoletano

Campania

Nell'inchiesta è coinvolto anche un imprenditore edile, ai domiciliari, già a processo per concorso esterno in associazione mafiosa

All'ex sindaco di Marano (Napoli) e all'ex responsabile dell'ufficio tecnico del comune sono stati rispettivamente disposti gli arresti domiciliari e la sospensione dai pubblici uffici. Questo perché accusati di aver favorito il clan Polverino. Coinvolto anche un imprenditore edile, A.S. (ora ai domiciliari), già a processo per concorso esterno in associazione mafiosa.

Le indagini

Dalle indagini dei carabinieri è emerso che l'ex sindaco, Mauro Bertini, attuale consigliere comunale d'opposizione (lista civica di centro-sinistra L'Altra Marano) e Armando Santelia, oggi responsabile del settore urbanistica del Comune di Ottaviano, dietro pagamento di 125mila euro da parte dei fratelli imprenditori A.C. e R.C. - negli anni in società occulta con esponenti del clan Polverino - avrebbero favorito la società riconducibile a quest'ultimi della concessione per la commessa di una opera pubblica del valore di oltre 40 milioni di euro.

Il ruolo dell'imprenditore edile

In questo contesto l'imprenditore edile, A.S., ha emesso cinque assegni bancari per un totale di 62mila e 500 euro, somma poi fatta avere a Bertini, a saldo di altri 50mila euro, corrisposti in contanti al primo cittadino di allora direttamente da A.C. e R.C.. Inoltre, Bertini e Simeoli sono indagati per la realizzazione, tra gli anni 2004-2006, in violazione del piano regolatore comunale vigente, di un complesso residenziale composto da 27 appartamenti e nove attività commerciali, edificato con l'abbattimento di Masseria Galeota. I lavori sono stati eseguiti da una società di costruzioni del Simeoli che, al fine di ricevere le previste autorizzazioni, ha consegnato a Bertini, sindaco in carica dell'epoca, una somma di denaro non quantificata.

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