Napoli, baby gang in azione durante i “fuochi” di Sant’Antonio

Campania

Nella serata di venerdì 17 gennaio 80 unità di polizia locale sono intervenuti in diverse zone della città per fronteggiare bande di ragazzi, che hanno tentato di non far prelevare la legna: 5 agenti si sono difesi con gli scudi da oggetti e petardi lanciati su di loro 

Nella serata di venerdì 17 gennaio, in occasione dei cosiddetti “fuochi” Sant’Antonio Abate, 80 unità della polizia locale sono state impegnate in diversi quartieri di Napoli per fronteggiare l'emergenza determinata da diverse bande di ragazzi in azione in varie zone della città. Le baby gang, come viene mostrato in un video diffuso su Facebook nella giornata di ieri, hanno lanciato petardi e oggetti vari contro 5 agenti nel Borgo Sant’Antonio Abate, mentre nel quartiere Pianura hanno cercato di non far prelevare la legna per i falò.

L’aggressione alle forze dell’ordine e gli interventi

I servizi di pattugliamento della polizia locale hanno riguardato il rione Sanità, Secondigliano, i Quartieri Spagnoli, il “Cavone” e anche il Borgo Sant'Antonio Abate. In quest’ultimo, a quanto trapela, cinque agenti sono stati costretti a indietreggiare e difendersi con gli scudi a causa di oggetti e petardi lanciati nella loro direzione dai ragazzini. Le segnalazioni, stando al comando della polizia municipale, sono state 25. Le maggiori criticità si sono registrate, oltre che nel Borgo Sant’Antonio Abate e nel Cavone, anche nel quartiere periferico di Pianura. Qui, in particolare, diverse baby gang hanno tentato di non far prelevare la legna per i falò. Gli agenti sono dunque intervenuti sul posto.
Nel corso degli interventi sono stati portati via rami, cataste di legna, mobilio abbandonato in strada. L’azione di prevenzione e pressione è stata attuata dalle forze dell'ordine locali in collaborazione con il servizio autoparco del Comune di Napoli, l’Asia e i vigili del fuoco.

Borrelli: "Manifestazione con residenti e commercianti"

Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi, ha dichiarato: "Organizzeremo una manifestazione insieme con i residenti e con i commercianti del Borgo di Sant'Antonio Abate a Napoli per dimostrare che la stragrande maggioranza delle persone che vivono questo quartiere si dissocia dai comportamenti di un manipolo di baby delinquenti e chiede più sicurezza e legalità. Inviteremo anche i rappresentanti delle forze dell'ordine che, loro malgrado, sono rimasti coinvolti in questa storia che offende l'immagine della nostra città. A loro va la mia piena solidarietà e la stima per il lavoro che svolgono quotidianamente sul territorio".

"Responsabili vanno allontanati da nuclei familiari"

Il politico ha poi aggiunto: "Ribadisco la richiesta di punizioni severe nei confronti dei protagonisti del video della vergogna". "Molti dei giovanissimi protagonisti degli atti di violenza e teppismo - ha proseguito Borrelli - si celebrano addirittura sui social mostrando foto e video delle loro gesta. A volto scoperto e senza alcun timore di ripercussioni, nel più classico stile camorristico, ostentano sicurezza e arroganza nonostante la giovanissima età. Basta sfogliare alcune pagine di Facebook e Instagram per trovare un vero e proprio campionario di delinquenza", ha detto ancora Borrelli, che ha ricevuto diverse segnalazioni di fotografie e video che "incitano a comportamenti pericolosi e irresponsabili", lanciando "una sfida in piena regola alle istituzioni e alle forze dell'ordine". "Atteggiamenti più che preoccupanti che meritano una risposta decisa da parte dello Stato. Molti di loro sono figli o nipoti di pregiudicati, di camorristi e boss. Respirano violenza, sopraffazione e illegalità in famiglia". "Vanno immediatamente allontanati dai loro nuclei di origine per consentire loro di avere un futuro migliore e, al tempo stesso, per sottrarre nuova manovalanza alla criminalità organizzata" conclude l'esponente dei Verdi.

I negozianti sugli scontri: “Non credevamo ai nostri occhi”

I commercianti di Borgo Sant’Antonio Abate dichiarano: "Siamo rimasti male per il video. Il nostro mercato non è solo questo. È un video che ci ha fatto tanto male. Non credevamo ai nostri occhi. Siamo contenti di partecipare alla manifestazione ma non vogliamo essere lasciati soli, come troppo spesso accade. Vogliamo vedere in quanti sono disposti a metterci la faccia. Questo è un quartiere difficile che ha bisogno di risposte che puntualmente non arrivano da parte delle istituzioni, adesso basta, vogliamo i fatti".

Napoli: I più letti