Ragazzi sequestrano operatori e ambulanza a Napoli

Campania

Così il dg dell'Asl: "Siamo a un punto di non ritorno, non possiamo perdere neanche un minuto". L'Ordine dei Medici: "Prevedere polizia nei pronto soccorso e vigilantes sulle ambulanze". Lamorgese: "Attenzione massima. Telecamere su mezzi di soccorso dal 15 gennaio"

All'ospedale Loreto Mare di Napoli alcuni ragazzi hanno sequestrato ambulanza e operatori sanitari del 118 per costringerli a soccorrere un amico 16enne con una distorsione al ginocchio. La denuncia arriva dall'associazione "Nessuno Tocchi Ippocrate" fondata dal medico di pronto soccorso Manuel Ruggiero, proprio per denunciare gli episodi di violenza contro gli operatori sanitari.
Nel pomeriggio, il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, ha fatto sapere che "dal 15 gennaio saranno attive le prime telecamere sulle ambulanze in servizio nel territorio di Napoli" ed è inoltre "prevista la realizzazione da parte dei presidi ospedalieri di sistemi di videosorveglianza collegati con le centrali delle Forze di polizia". Nuove misure che Lamorgese ha definito "uno sforzo operativo che verrà rafforzato per garantire sicurezza e tutela al personale sanitario quotidianamente impegnato a servizio della comunità. È massima l'attenzione del Viminale - ha concluso - sui gravissimi episodi di violenza degli ultimi giorni"

L'appello dell'Ordine dei Medici: "Polizia nei pronto soccorso"

A seguito dell'escalation di aggressioni e violenze a danno del personale sanitario, culminata con l'episodio odierno, il presidente della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, ha alnciato un appello anche sia prevista la presenza di posti di pubblica sicurezza di Polizia nei pronto soccorso di maggiore affluenza di vigilantes sulle ambulanze nelle aree di maggiore criticità come, ad esempio, la città di Napoli. "Questa è diventata una vera emergenza - dichiara Anelli all'ANSA - e lo Stato deve trovare le risorse economiche per attuare una risposta forte". Per prevenire gli episodi di violenza nei confronti di medici e operatori sanitari, sottolinea Anelli, "fondamentale è anche aumentare le condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro. Per questo - ha proposto - sarebbe opportuno trasferire tutte le postazioni di guardia medica territoriale in ambienti protetti e sicuri come, ad esempio, gli ospedali o le caserme di vigili urbani e carabinieri". In questo modo, conclude, "i medici non rimarrebbero isolati e ciò sarebbe un deterrente".

Il post dell'associazione 'Nessuno tocchi Ippocrate'

"Oggi pomeriggio la postazione 118 della Stazione Centrale - si legge nel post - si trovava al Loreto mare per un intervento, improvvisamente nel pronto soccorso entra un gruppo di ragazzi che prende di forza l'equipaggio e li costringe a salire in ambulanza. Con tre di questi individui a bordo (e sotto minaccia) l'equipaggio si dirige verso il quartiere denominato case nuove retrostante al Loreto Mare. Il mezzo giunge sul posto e da subito viene circondato da un'orda di astanti inferociti che incominciano a ricoprire d'insulti i sanitari. Pensando al peggio il medico si fa largo tra la folla e, con sommo stupore, trova un ragazzino 16enne con distorsione al ginocchio. Con grande difficoltà il medico riesce a valutare la situazione che si presenta di lieve entità. Nonostante ciò, all'equipaggio viene intimato, con minacce, di trasportare il giovane in ospedale". Dall'inizio del 2020 è la quinta aggressione a Napoli. Molti utenti commentando la notizia sui social chiedono l'intervento del ministro della Salute, Roberto Speranza.

Le proposte di Nessuno Tocchi Ippocrate

Ripristino dei presidi di polizia nei pronto soccorso, riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale al personale sanitario in servizio nel 118 e negli ospedali, installazione al più presto di telecamere sia a bordo delle ambulanze sia sulla divisa degli operatori. Sono queste le proposte per fare fronte al problema delle aggressioni ai sanitari che ha riferito all'Ansa il presidente di Nessuno Tocchi Ippocrate.

Il direttore dell'Uoc 118: “Il problema è l'impunibilità"

"La gente ormai non ha più paura di niente, il problema è l'impunibilità di queste persone", ha invece commentato Giuseppe Galano, direttore dell'Uoc Servizio 118. "Questa gente si permette di tutto - afferma Galano - perché non ci sono conseguenze penali per quello che fa. Per restare solo all'episodio di ieri sono stati commessi due reati gravissimi: sequestro di persona e interruzione di pubblico servizio". Per fermare le aggressioni al personale medico, bersaglio nei pronto soccorso e a bordo delle ambulanze, "serve la perseguibilità di questi soggetti". Galano parla della necessità di individuare soluzioni a un fenomeno endemico. "Ci sono cattivi personaggi che fanno quello che vogliono - dice Galano - ci sono persone che lo fanno perché forse hanno ricevuto un servizio inadeguato, ma c'è anche un'altra parte della cittadinanza, come successo ieri al Loreto mare, che si muove in maniera delinquenziale e lì c'è bisogno di una diversa attenzione da parte dell'autorità giudiziaria e della polizia". Galano giudica "opportuno" il ripristino di un presidio di polizia all'interno degli ospedali. "Mi rendo conto che sono sotto organico - spiega - ma forse, se ieri ci fosse stato un presidio al Loreto Mare, non sarebbe stata sequestrata l'ambulanza". Un presidio, però, da prevedere negli "ospedali con grande afflusso di pazienti, come il Loreto Mare, il San Giovanni Bosco, il Cardarelli, l'Ospedale del Mare". "Manca un filtro territoriale per i casi di bassa intensità: oggi si ricorre al 118 per qualsiasi cosa, ma dovremmo intervenire solo per i casi di elevata e media intensità", ha proseguito Galano. "Oggi chiunque può telefonare direttamente al 188 chiedendo un intervento sarebbe opportuno ripensare a un'organizzazione territoriale per cui, nel caso in cui non sia del tutto necessario un intervento dell'ambulanza, le persone vengano indirizzate alla guardia medica. A volte ci troviamo in difficoltà proprio per questi interventi per casi di bassa intensità - ha aggiunto Galano - Questo accade perché c'è un filtro territoriale non adeguato, per carenze organizzative".  

Dg Asl: "Subito telecamere a bordo"

"Quanto accaduto è un fatto di una gravità inaudita che supera ogni possibile scenario immaginabile. Siamo a un punto di non ritorno, non possiamo perdere neanche un minuto, noi stessi accelereremo sulle telecamere a bordo ambulanza e anche a bordo uomo". Questa è la presa di posizione di Ciro Verdoliva, Dg dell'Asl Napoli 1 Centro. Poi: "All'arrivo il paziente non presentava problemi urgentissimi (presumbilmente una distorsione al ginocchio), ma l'ambulanza era nuovamente assalita da altre persone che, ancora una volta, salivano sull'ambulanza per imporre nuovamente il tragitto verso l'ospedale. Dopo tale episodio, l'equipaggio si è refertato e la postazione 'Ferrovia' non è stata più attiva fino a cambio turno avvenuto alle 20". "Che fossimo in 'guerra' lo si era capito sin dal primo giorno ma non arretreremo di un millimetro: non possiamo cedere a comportamenti delinquenziali che non devono caratterizzare Napoli, noi siamo di più, molti di più. Aspettiamo che il Governo porti a termine l'iter per la promulgazione delle proposte di legge impantanate. Prosegue a passo spedito la procedura di installazione di telecamere a bordo dei mezzi" ha poi aggiunto Verdoliva. "È inutile citare ogni singolo episodio che ha portato questa Asl alla ribalta delle cronache, perché dietro ogni episodio c'è una mancanza di cultura della legalità, di rispetto dell'altro e delle più elementari regole del vivere comune", ha poi affermato Verdoliva prima di annunciare di aver presentato denuncia agli organi competenti.

De Magistris: "Non siamo in guerra"

"Sicuramente non siamo in guerra ma bisogna mettere il servizio del 118 nelle condizioni di lavorare in tranquillità", ha invece affermato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris."A volte - ha aggiunto il primo cittadino - si amplificano le cose ma non sempre si raggiunge l'obiettivo migliore a cui tutti vogliamo propendere. Esprimo assoluta insoddisfazione per le condizioni in cui lavora il personale del 118 a cui manifesto la mia solidarietà. Il tema attiene a chi è responsabile della salute". Secondo de Magistris, uomini e mezzi "sono pochi sebbene si tratti di uno dei principali servizi per garantire la vita dei cittadini. Il numero di uomini e mezzi - aggiunge - è inadeguato rispetto al numero di abitanti dell'area metropolitana e questo può causare una forte esasperazione".

Le dichiarazioni della Croce Rossa di Napoli

Così la Croce Rossa di Napoli sull'episodio: "Un anno e mezzo fa è accaduto un analogo episodio, sempre al Loreto Mare; da allora non è cambiato nulla. Servono misure straordinarie. Le telecamere? Ben vengano e ringraziamo per questo il Dg della Asl, ma lo Stato in tutte le sue articolazioni, a partire dalla Prefettura, faccia la sua parte. Occorrono indagini rapide e pene certe. Gli operatori sono stanchi", sono le parole di Paolo Monorchio, presidente della Croce Rossa di Napoli. Poi: "L'aspetto più inquietante è che ci si abitui a questo stato di cose, fatti che non avvengono neppure nei territori di guerra in quanto i mezzi di soccorso e il personale sono protetti dalle convenzioni internazionali. A Napoli non è così". 

Il Codacons: "Le ambulanze circolino con scorta armata"

Anche il Codacons rivolge un appello al Governo affinché intervenga a tutela dell'incolumità di personale medico e paramedico. "Le istituzioni locali, dalla Regione al Comune - afferma il presidente Codacons, Giuseppe Ursini -, sono colpevoli di immobilismo e l'assenza di misure specifiche a tutela dei medici incrementa l'anarchia che regna a Napoli. Per tale motivo ci rivolgiamo al Governo affinché adotti provvedimenti urgenti a tutela del personale sanitario, inviando i militari dell'esercito e agenti delle forze dell'ordine a presidiare pronto soccorso, ospedali, guardie mediche della città, mentre le ambulanze - conclude - devono circolare con apposita scorta armata per porre fine all'escalation di violenza dell'ultimo periodo".

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